19 settembre 2019
Aggiornato 01:30
La rivelazione (tutta da verificare) del Telegraph

Putin sostiene (e finanzia) gli euroscettici?

Vladimir Putin di nuovo sotto stretta osservazione. A preoccupare, questa volta, sarebbe l'influenza che Putin starebbe cercando di conquistarsi nel Vecchio Continente, anche a suon di finanziamenti

MOSCA - Vladimir Putin di nuovo sotto stretta osservazione. Questa volta, non sono la sua spregiudicata condotta in Ucraina, o il suo interventismo in Siria a impensierire l'Occidente. A preoccupare sarebbe l'influenza che Putin starebbe cercando di conquistarsi nel Vecchio Continente. Anche a suon di generosi finanziamenti ad alcuni partiti europei.

Sostegno agli euroscettici
I movimenti politici «incriminati» avrebbero un trait d'union: sarebbero cioè tutti euroscettici. In ballo esisterebbe addirittura un dossier intitolato «Russian influence activity» visionato dal Sunday Telegraph, che parlerebbe di attività di influenza da parte di Mosca in corso in Francia, Olanda, Ungheria, Austria e Repubblica Ceca, identificati dagli agenti russi come punti d'ingresso del sistema di Schengen. Secondo il quotidiano Telegraph, il Congresso americano avrebbe assegnato all'agenzia di intelligence guidata da James Clapper il compito di indagare più a fondo su questi eventuali finanziamenti russi ai partiti europei, che sarebbero avvenuti nel corso degli ultimi 10 anni. 

La smentita di Salvini
L'obiettivo di Putin: secondo la ricostruzione americana, seminare zizzania. In pratica, il capo del Cremlino avrebbe avuto l'intenzione di colpire la Nato e i programmi di difesa degli Stati Uniti, ma anche spingere per la fine delle sanzioni alla Russia. Intanto, c'è già chi, in Italia, smentisce categoricamente. «E’ una cazzata, una follia come le sanzioni alla Russia», ha detto Matteo Salvini al Fatto Quotidiano, liquidando in poche parole la ricostruzione del Telegraph. «Scusatemi, vado al bancomat a prelevare un po’ di rubli – ha proseguito Salvini – Fatemi vedere dove è il conto che vado a prenderli». Poi ha aggiunto: «Io vado a Mosca per difendere le imprese italiane dalle assurde sanzioni imposte dall’Europa che danneggiano soltanto noi».

Una propaganda studiata?
Ad ogni modo, le implicazioni della faccenda (tutta da confermare), per il Telegraph, sarebbero serie: si tratterebbe, cioè, della creazione di una nuova cortina di ferro attraverso il finanziamento di alcuni partiti: come Alba Dorata in Grecia e il Front National in Francia, che avrebbe ricevuto un prestito di 9 milioni di euro da una banca russa nel 2014. Il domenicale del Telegraph parla inoltre del finanziamento della visita di un deputato di Vienna in Crimea favorevole all’annessione, e di spie russe con documenti austriaci. Altro esempio, il caso del referendum in calendario in Olanda ad aprile per tentare di bloccare l’accordo di associazione con l’Ucraina, ora che il sito satirico che ha raccolto le firme, Geenstijl, ha ampiamente superato il quorum di 300mila. Ma il sostegno di Putin si sarebbe - in un modo o nell'altro - indirizzato a tutti quei partiti, compreso Podemos di Pablo Iglesias, capaci di destabilizzare l'Ue. Non a caso, in ballo ci sarebbe anche la Brexit. Perché Mosca avrebbe ben visto la prospettiva del referendum e l'elezione di Jeremy Corbyn a capo dei laburisti proprio nell'ottica di indebolimento dell'Unione.

Realtà o fantasia?
Accuse infondate o realtà? Fantapolitica da anni Ottanta? Forse. Di certo, c'è da scommettere che il fronte sempre più largo degli euroscettici ben gradirebbe l'endorsement di Putin, leader che in gran parte ammirano, per liberarsi da quella che sempre più considerano una «tirannia» di Bruxelles. Inoltre, che ci sia qualcosa di vero o no, questa vicenda è l'ennesima dimostrazione di come abbia miseramente fallito il tentativo occidentale di isolare e marginalizzare il capo del Cremlino, nonostante sanzioni e quant'altro. Perché una parte sempre più rilevante del Vecchio Continente - che ci siano di mezzo propaganda e finanziamenti o meno - continua a nutrire per lui una profonda simpatia. Qualunque sia la sua mossa.