4 giugno 2020
Aggiornato 16:30
La conferenza stampa di fine anno

Siria, Turchia, crisi economica e tutto il resto, le risposte di Putin

Tre ore e e sette minuti, a tutto campo, con toni spesso concilianti, disposto a parlare anche delle figlie, ma tagliente quando entra in ballo la Turchia: Vladimir Putin nella tradizionale conferenza stampa di fine anno ha toccato tutti i punti più caldi dell'attualità internazionale e per la politica interna, in particolare l'economia.

MOSCA - Tre ore e e sette minuti, a tutto campo, con toni spesso concilianti, disposto a parlare anche delle figlie, ma tagliente quando entra in ballo la Turchia: Vladimir Putin nella tradizionale conferenza stampa di fine anno ha toccato tutti i punti più caldi dell'attualità internazionale e per la politica interna, in particolare l'economia. Ha raccolto 44 domande dai giornalisti. Una versione moderata rispetto all'edizione record del 2008, con 100 domande e risposte per quattro ore e 40 minuti. Segno particolare: ai reporter turchi ha dato di persona la parola, togliendo brevemente la regia al suo portavoce, Dmitri Peskov. Ecco i principali punti della maratona putiniana con la stampa russa e di tutto il mondo.

Le minacce alla Turchia: Provino a entrare in spazio aereo siriano
Putin ha lanciato una poco velata minaccia alla Turchia: se un aereo turco entrerà nello spazio aereo siriano, rischierà di fare la stessa fine del caccia russo abbattuto lo scorso 24 novembre. «Prima l'aviazione turca violava continuamente lo spazio aereo siriano, che provino a volare adesso», ha detto il presidente russo, elencando le misure di difesa missilistica dispiegate in Siria dopo la vicenda del Su-24 russo, costata la vita a uno dei piloti.
Putin ha di nuovo respinto la versione turca di «un errore» dietro l'abbattimento dell'aereo russo. E ha dato spazio all'ipotesi di un'azione decisa con l'intenzione «di fare cosa gradita agli Usa». In ogni caso «un atto ostile» - ha detto il leader russo, che ritiene quasi impossibile ricomporre il conflitto «con l'attuale leadership turca», in una chiara allusione al presidente Recep Tayyip Erdogan. Durissimi i toni anche sul processo di «islamizzazione» in corso in Turchia: «Ataturk si rivolterà nella tomba», ha dichiarato Putin, citando il fondatore della Turchia moderna e laica.

«Aiutiamo Assad ma anche opposizione». Base aerea in Siria? Vedremo
I raid russi in Siria sostengono gli sforzi dell'opposizione siriana che combatte lo Stato Islamico «come sosteniamo quelli dell'esercito fedele a Bashar al-Assad», ha affermato Vladimir Putin. il presidente russo, parlando dell'intervento militare in Siria, ha espresso dubbi sull'utilità di una base aerea russa permanente nel Paese mediorientale, lasciando quindi intendere che quella di Hameymim, nei pressi di Latakia, potrebbe essere smantellata o trasformata in struttura permanente una volta terminato il conflitto. «Non so se ci serve una base in Siria», ha detto durante la trazione conferenza stampa di fine anno, «abbiamo lì moduli temporanei, che in caso di necessità possono essere ritirati nel giro di due giorni».

Russia appoggia USA su risoluzione contro finanziamenti ISIS
La Russia appoggia l'iniziativa americana per una risoluzione sulla Siria da portare in Consiglio di Sicurezza Onu, «ma questa deve essere accettabile anche per la leadership siriana», ha dichiarato Vladimir Putin. Gli Stati Uniti stanno lavorando ad un testo di risoluzione che mira a bloccare i canali di finanziamento dell'Isis. «Con un bozza di risoluzione è venuto a Mosca il segretario di Stato John Kerry» nei giorni scorsi, ha sostenuto Putin, «noi appoggiamo questa iniziativa».
Putin ha sostenuto che il piano russo per la Siria «coincide negli aspetti chiave con quello americano». Il capo del Cremlino ha elencato a grandi linee le tappe che Mosca ritiene necessarie per arrivare a una soluzione del conflitto, a cominciare dalla stesura di una Costituzione, passando per elezioni generali con candidati di tutti i gruppi «presentabili», quindi anche dell'opposizione, escludendo i jihadisti dello Stato islamico e gli islamisti di Al Nusra. «Abbiamo un piano? Sì, lo abbiamo. L'ho appena delineato. E in linea di principio, per quando possa sembrare strano, coincide con i punti chiave di quello americano», ha affermato Putin.

Trump molto intelligente e ha talento, sue sparate non sono affare mio
Per Putin il candidato alla nomination repubblicana Donald Trump «è molto intelligente ed è un uomo di talento, un leader assoluto nella corsa presidenziale» e non spetta al presidente della Russia «commentare le trovate con che usa per alimentare la sua popolarità». Dell'aspirante presidente americano il leader del Cremlino, che con Barack Obama non ha certo un buon feeling, ha apprezzato la dichiarazione sulla volontà di avere «relazioni più profonde con la Russia» se eletto.

E Blatter merita il Premio Nobel
Per Vladimir Putin, il presidente della Fifa Joseph Blatter - dimissionario e temporaneamente sospeso - «merita il premio Nobel per la Pace». Il leader russo ha difeso Blatter, definendolo «una persona rispettabile, che ha fatto molto per lo sviluppo del calcio mondiale e il cui contributo nel campo umanitario è colossale». Il capo del Cremlino ha difeso anche l'assegnazione alla Russia dei Mondiali di calcio del 2018, «frutto di una onesta competizione».

«Le mie figlie fuori da business e politica, sono fiero di loro»
Vladimir Putin è «fiero» delle proprie figlie e respinge le indiscrezioni che vogliono Katerina, la minore delle due, a capo di un progetto miliardario lanciato dall'Università statale di Mosca (Mgu) a lei assegnato per compiacere il capo del Cremlino.
«Sono fiero di loro», ha detto Putin, rispondendo a una domanda sulla vicenda di cui si parla da tempo a Mosca. «Parlano fluentemente tre lingue e usano queste lingue per il loro lavoro. Sono all'inizio della loro carriera e se la cavano bene. Non si occupano di business o politica, non si immischiano».
Ma su cosa faccia la 28enne Katerina, come pure Maria, 30 anni, silenzio. «Non dirò dove lavorano le mie figlie, di cosa si occupano. Non non lo faccio mai e non lo faccio qui anche per questioni di sicurezza», ha affermato Putin, tagliando corto: «vivono la loro vita e lo fanno con dignità».

Il picco della crisi passato ma «ci prepariamo a qualsiasi scenario»
La fase più grave, «il picco della crisi» economica per la Russia è passato, ma a causa dei prezzi del petrolio particolarmente bassi, potrebbe essere necessaria una correzione del bilancio per il 2016. Non affrettatevi a fare correzioni, ha detto Putin, ma «il governo si prepara a qualsiasi scenario e sviluppo della situazione».

(con fonte Askanews)

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