30 luglio 2021
Aggiornato 03:30
La fase più delicata del conflitto

Jet russo abbattuto, Putin: Turchia complice dell'Isis

La Turchia, parte della coalizione contro l'Isis guidato dagli Stati Uniti, risulta messa alle strette da Mosca che la accusa di sostenere i jihadisti e di acquistare clandestinamente petrolio dall'Isis

ANKARA - A una settimana dall'abbattimento del jet russo da parte dell'aviazione turca Ankara risulta sempre più implicata nella questione siriana. Ma l'episodio segnala anche il passaggio ad una fase molto più pericolosa nel conflitto in atto in Siria dove la Turchia, parte della coalizione contro il sedicente Stato islamico (Isis) guidato dagli Stati Uniti, risulta messa alle strette da Mosca che la accusa di sostenere i jihadisti nonchè di acquistare clandestinamente petrolio dall'Isis.

Isis obiettivo comune
Nonostante la differenza fondamentale di obiettivi perseguiti tra la Russia - per cui resta essenziale impedire la destituzione del presidente Bashar al Assad - e la coalizione capeggiata dagli USA in Siria, sembra che dopo l'attentato di Parigi del 13 novembre scorso, l'Isis sia diventato un obiettivo comune per Mosca, Washington, come per la stessa Europa. E se Francia e Russia si sono già accordate per "condividere informazioni riguardo ad obiettivi in Siria" per colpire "solo i terroristi", il presidente russo Vladimir Putin si è anche detto "pronto a cooperare" con la stessa coalizione anti-Isis di cui fa parte la Turchia.

La Turchia può fare poco senza il supporto degli alleati
Tuttavia, anche in questo frangente, Ankara - che è diventata vitale per bloccare l'esodo dei profughi in Europa, tanto da far chiudere un occhio a Bruxelles sulle prevaricazioni dei diritti fondamentali in atto nel Paese - non sembra ancora aver preso atto del cambiamento in corso nello scacchiere siriano. E questo, secondo diversi analisti, può avere conseguenze che possono essere particolarmente deleterie per la Turchia. Ma, come scrive l'analista Semih Idiz, "senza il supporto attivo dei suoi alleati la Turchia può fare molto poco per rispondere alla Russia e alle forze di Assad nel Nord della Siria e per assicurarsi nella regione la configurazione politica dominata dagli elementi sunniti che vorrebbe qui vedere".