10 luglio 2020
Aggiornato 01:00
La crisi siriana

Siria, a Vienna la prima intesa: governo in 6 mesi, elezioni in 18

Ancora nessuna intesa, invece, sulla sorte di Bashar al Assad: su questo argomento, ha detto il capo della diplomazia di Washington John Kerry, «rimangono delle differenze»

VIENNA - I venti Paesi partecipanti alla riunione internazionale sulla Siria a Vienna hanno raggiunto un accordo per un «calendario» che vede come obiettivo un governo di transizione entro sei mesi ed elezioni in 18. Lo ha annunciato a fine vertice il ministro degli Esteri tedesco Frank Walter Steinmeier, spiegando che gli attentati di Parigi «hanno aumentato la determinazione» di tutti «ad ottenere progressi» nel negoziato. Ancora nessuna intesa, invece, sulla sorte di Bashar al Assad: su questo argomento, ha detto il capo della diplomazia di Washington John Kerry, "rimangono delle differenze".

In base al calendario di principio approvato al termine della riunione nella capitale austriaca, l'opposizione siriana e il regime potrebbero incontrarsi entro il prossimo primo gennaio per iniziare a discutere la transizione politica nel Paese. «Abbiamo raggiunto un accordo sul fatto che un processo di transizione deve essere chiuso in 18 mesi e dovrà includere la creazione di un governo di transizione siriano in sei mesi», ha detto Steinmaier, auspicando un cessate il fuoco in Siria dal primo di gennaio del 2016.

Secondo quanto spiegato dal segretario di Stato americano Kerry, i partecipanti alla riunione - tra cui l'Iran e l'Arabia saudita, tradizionalmente collocati su fronti contrapposti - non hanno trovato invece un'intesa sulla futura sorte del presidente Bashar al Assad. «Ci sono ancora delle differenze su ciò che accadrà a Bashar al Assad», ha detto Kerry, in conferenza stampa con l'omologo russo Sergey Lavrov e l'inviato Onu per la Siria Staffan De Mistura.

L'accordo sul processo di transizione è giunto a poche ore dalla strage di Parigi che ha fatto almeno 128 vittime e 300 feriti, 80 dei quali in gravi condizioni. Questa mattina, l'Alto rappresentante Ue per la Politica estera e di Sicurezza Federica Mogherini aveva stimato che gli attentati di Parigi avrebbero dato «un altro significato» alla riunione di Vienna.

Di certo, hanno accelerato l'intesa: «l'unica risposta è quella di unirci, di superare le nostre differenze e di cercare insieme una via per la pace in Siria», aveva detto poco prima dell'inizio del vertice, definito poi «un'ottima riunione».

Restano, comunque, le difficoltà, e non solo su Assad. Non lo ha nascosto il ministro Steinmeier: «Nessuno sta mentendo a se stesso circa le difficoltà che stiamo affrontando, ma la volontà di trovare una soluzione è aumentata in 14 giorni», dopo il primo round dei colloqui a Vienna, ha commentato il capo della diplomazia di Berlino.

(con fonte Askanews)