20 gennaio 2020
Aggiornato 01:00
La crisi siriana vista da Washington

Obama avverte Putin: «Assad è un tiranno, non va aiutato»

La guerra siriana, la crisi ucraina, il nuovo corso con Cuba, il nucleare iraniano. Questi i temi maggiormente toccati dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel suo intervento alla settantesima Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York.

NEW YORK - La guerra siriana, la crisi ucraina, il nuovo corso con Cuba, il nucleare iraniano. Questi i temi maggiormente toccati dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel suo intervento alla settantesima Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York.
«C'è una nuova dottrina secondo cui gli Stati forti devono imporre la loro volontà su quelli deboli. Abbiamo visto - sono state le parole di Obama - l'erosione di principi democratici e diritti umani, l'informazione controllata, lo spazio della società civile ristretto. Ci dicono che questo sia per arginare il disordine e il terrorismo e in base a questa logica dovremmo sostenere tiranni come Assad che tirano bombe sul popolo, perché l'alternativa è peggiore. Ma catastrofi come quelle in Siria non succedono in Paesi dove c'è vera democrazia».

Transizione gestibile senza Assad
«Assad ha risposto a proteste pacifiche con massacri e uccisioni - ha dichiarato - creando l'ambiente per questa guerra. Ora non si può pensare solo alla riappacificazione, dopo gli assalti indiscriminati. Certo il compromesso è necessario, ma il realismo ci chiede una transizione gestibile senza Assad, un governo inclusivo con un altro leader che riconosca che serve mettere fine a questo caos».
Obama ha poi detto di essere pronto a lavorare con Russia e Iran per una soluzione della crisi. «Gli Stati Uniti - ha ricordato - non possono risolvere da soli i problemi del mondo e solo la forza non basta. Senza l'aiuto delle altre nazioni, non abbiamo la possibilità di avere successo. Se non lavoriamo insieme, ne subiremo le conseguenze».

(con fonte Askanews)