5 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Scontri a Hebron e Gerusalemme; Jihad e Hamas pronti a rappresaglia

Palestinesi protestano per l'uccisione del bimbo di 18 mesi

Migliaia di palestinesi sono scesi in piazza oggi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza per protestare contro la morte di un bimbo di 18 mesi, avvenuta nell'incendio appiccato alla sua casa da coloni israeliani

GERUSALEMME (askanews) - Migliaia di palestinesi sono scesi in piazza oggi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza per protestare contro la morte di un bimbo di 18 mesi, avvenuta nell'incendio appiccato alla sua casa da coloni israeliani. Alcune manifestazioni sono degenerate in scontri con le forze di sicurezza israeliane.

Funerali e proteste
Migliaia di persone hanno partecipato ai funerali del bimbo, celebrati nel suo villaggio, Doma, situato nei pressi di Nablus, nel Nord della Cisgiordania. Presente anche il premier palestinese Rami Hamdallah che ha esortato «la comunità internazionale ad agire", perchè "ogni giorno i diritti dei palestinesi vengono violati in Cisgiordania». Il corteo funebre è partito dalla casa della famiglia Dawabcheh, data alle fiamme la scorsa notte; i genitori e il fratello di 4 anni della vittima sono ricoverati in gravi condizioni. Centinaia di palestinesi sono scesi in piazza a Hebron, nel Sud della Cisgiordania, dove le tensioni con i coloni sono più forti; alcuni manifestanti hanno cominciato a lanciare pietre contro i soldati israeliani, che hanno risposto con gas lacrimogeni e colpi stordenti. L'esercito ha riferito del ferimento di un palestinese. 

Vendetta
Nella Città Vecchia di Gerusalemme centinaia di palestinesi si sono radunati dopo la preghiera del venerdì sulla spianata delle Moschee, chiedendo «vendetta»; sono stati registrati brevi tafferugli, subito rientrati. La polizia ha annunciato di aver innalzato lo stato di allerta, con forte dispiegamento di uomini attorno alla moschea di Al Aqsa, già al centro di scontri la scorsa settimana, vietando l'ingresso agli uomini palestinesi come meno di 50 anni.

Alta tensione
Il movimento islamista Hamas, che aveva indetto per oggi la «giornata della collera» proprio per quanto accaduto la scorsa settimana, ha dichiarato oggi che la morte del bambino «rende i soldati dell'occupante e i coloni obiettivi legittimi ovunque si trovino». Nel quartiere di Essaouiya, a Gerusalemme Est, decine di giovani palestinesi si sono scontrati con la polizia. A Jabalia, nel Nord della Striscia di Gaza, centinaia di persone hanno risposto all'appello della Jihad islamica, sfilando con le bandiere nere del movimento; dal palco, i leader del gruppo hanno promesso di «rispondere presto al terrorismo dei coloni».

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