2 luglio 2022
Aggiornato 19:30
Un centinaio di persone per ricordare i massacri

Istanbul, manifestanti ricordano il genocidio armeno

Un centinaio di persone si è riunito simbolicamente a Istanbul per commemorare i massacri di armeni avvenuti cent'anni fa ad opera dell'impero ottomano, che la Turchia rifiuta di riconoscere come genocidio. I manifestanti si sono trovati davanti all'ex prigione, oggi Museo della arti islamiche, dove furono detenuti i primi arrestati.

ISTANBUL (askanews) - Un centinaio di persone si è riunito simbolicamente a Istanbul per commemorare i massacri di armeni avvenuti cent'anni fa ad opera dell'impero ottomano, che la Turchia rifiuta di riconoscere come genocidio.

Manifestanti davanti all'ex prigione
Rispondendo all'appello delle ong turche e internazionali, i manifestanti si sono trovati, come avviene da vari anni, davanti all'ex prigione, oggi Museo della arti islamiche, dove furono detenuti i primi armeni arrestati il 24 aprile 1915 nell'operazione che diede il via alla strage. Sotto l'occhio delle forze dell'ordine i manifestanti hanno esibito fotografie e ritratti delle vittime oltre a cartelli «riconoscete il genocidio!» in turco, armeno e inglese, poi hanno recitato i nomi dei villaggi armeni distrutti su ordine delle autorità ottomane.

La querelle sul genocidio
Nonostante la pressione delle ultime settimane Ankara continua giudicare «senza fondamento» le richieste di definire «genocidio» l'uccisione di un milione e mezzo di armeni in Anatolia tra il 1915 e il 1917 e denuncia una «campagna di denigrazione contro la Turchia». Oggi un ministro turco ha partecipato per la prima volta auna messa in commemorazione delle vittime al patriarcato armeno di Istanbul. «Rispettiamo le sofferenze dei nostri fratelli armeni. Siamo consapevoli della loro prova, per questo siamo venuti ad assistere a questa cerimonia» ha detto il ministro degli Affari europei Volkan Bozkir. In un messaggio al patriarcato il presidente Recep Tayyip Erdogan ha rinnovato le «condoglianze» alle vittime armene dei massacri. «Confermo che i nostri cuori sono aperti ai discendenti degli armeni ottomani di tutto il mondo» ha dichiarato.