9 dicembre 2019
Aggiornato 21:00

Armeni, la Germania riconosce il genocidio. Ma (guarda caso) senza Frau Merkel

Ankara infuriata dopo l'adozione da parte del Bundestag tedesco di una risoluzione che riconosce il genocidio degli armeni. Quali le conseguenze della presa di posizione di Berlino?

ANKARA - Ankara infuriata dopo l'adozione da parte del Bundestag tedesco di una risoluzione che riconosce il genocidio degli armeni e che si aggiunge alle non poche tensioni tra l'Europa e il Paese guidato da Recep Tayyip Erdogan, non ultime quelle sull'accordo per il rientro dei migranti arrivati in Grecia dalla Turchia. Il governo turco ha richiamato il suo ambasciatore da Berlino.

L'ira turca
Anche se l'esecutivo tedesco ha subito cercato di placare l'ira turca - il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier ha sottolineato l'importanza delle relazioni con la Turchia e ha auspicato che non ci saranno «reazioni eccessive» - è difficile pensare che il «Sultano» Erdogan decida di abbassare i toni. «Questa risoluzione avrà serie conseguenze sulle relazioni turco-tedesche», ha avvertito il capo dello Stato turco dal Kenya, dove si trovava al momento del voto dei deputati tedeschi. Il presidente ha prospettato «passi» che saranno decisi al suo rientro in patria.

Ripercussioni
Manifestanti nazionalisti, alcuni vestiti con i costumi ottomani, si sono riuniti davanti al consolato tedesco a Istanbul, agitando cartelli e striscioni di condanna della risoluzione del Bundestag, con scritte eloquenti, come: «Il genocidio armeno, la più grande menzogna da cent'anni a questa parte».

Acqua sul fuoco
La cancelliera Angela Merkel ha da parte sua cercato di gettare acqua sul fuoco, sottolineando subito dopo il voto che i suo governo intende favorire «il dialogo tra l'Armenia e la Turchia» e che i tre milioni di persone di origine turca che vivono in Germania «erano e restano» cittadini tedeschi a pieno titolo. Più violenti i toni usati dal ministro della Giustizia Bekir Bozdag, che ha evocato il passato nazista della Germania: «Prima bruciate gli ebrei nei forni e poi accusate il popolo turco con questa calunnia del genocidio».

Posizione turca
La risoluzione adottata dalla camera bassa del parlamento tedesco è intitolata «Memoria e commemorazione del genocidio degli armeni e di altre minoranze cristiane 101 anni fa» ha avuto la quasi unanimità: un voto contrario e un astenuto. La Turchia nega che i massacri degli armeni nel 1915 furono frutto di un piano sistematico, quindi un genocidio, e non accetta le stime armene, secondo cui i morti furono un milione e mezzo. Per Ankara vennero uccisi tra i 300mila e i 500mila armeni, vittime delle guerra civile e di condizioni di carestia che condannarono agli stenti anche la popolazione turca. Ma la posizione di Ankara potrebbe avere anche motivazioni economiche: riconoscere il genocidio potrebbe infatti incoraggiare richieste di rimborsi, risarcimenti e restituzioni di immobili. Uno scenario che il governo di Ankara starebbe cercando di scongiurare.

Perché la Merkel era assente al voto?
Una chiave di lettura interessante sulla vicenda è offerta da Robert Fisk, firma dell'Independent, che sottolinea la difficile posizione della cancelliera Angela Merkel sulla questione. Frau Merkel è stata infatti la principale artefice di quello che il quotidiano britannico chiama l'«operazione corruzione», cioè il patto da 6 miliardi di euro con la Turchia  per tenere i migranti lontani dall'Europa: patto che, se i rapporti con Ankara si deteriorassero, potrebbe essere messo a rischio. Così, scrive Fisk, «la povera Angela Merkel - che ancora prega che il Sultano Erdogan rimanga fedele alla sua Operazione corruzione e continui a tenere lontani i rifugiati dall'Europa per l'abnorme cifra di 3 miliardi di euro e con la promessa di concedere i visti ai cittadini turchi - ha scelto di non farsi vedere al voto. Lo stesso ha fatto il suo vice e il povero ministro degli Esteri, che non avrebbero comunque votato per la mozione».

Il paradosso
«Ma il più grande paradosso - totalmente ignorato da politici e giornalisti -», prosegue l'Independent, «è che quei rifugiati e migranti che oggi l'Europa teme tanto, in molti casi, arrivano da quelle stesse città e quegli stessi deserti dove i Turchi commisero le loro atrocità contro gli Armeni 101 anni fa». Insomma, Frau Merkel non sarebbe così felice della risoluzione, perché consapevole che potrebbe portare a ritorsioni da parte di Erdogan sul sudatissimo accordo sui migranti. Un accordo che più volte, peraltro, il sultano ha già minacciato di strappare.

Il premier turco ridimensiona
Ad abbassare i toni, il primo ministro di Ankara, che ha dichiarato che la Turchia e la Germania sono «due alleati molto importanti» e il riconoscimento come genocidio, da parte del parlamento tedesco, degli omicidi degli armeni da parte delle forze ottomane durante la prima Guerra mondiale non distruggerà i loro rapporti. «Germania e Turchia sono due alleati molto importanti. Nessuno si dovrebbe aspettare che all'improvviso le relazioni si deteriorino completamente per questa decisione o decisioni simili», ha affermato durante una conferenza stampa Binali Yildirim. «Questo», ha poi chiarito il capo del governo di Ankara, «non significa che non reagiremo o che non diremo nulla».

(Con fonte Askanews)