14 novembre 2019
Aggiornato 00:00
Dopo il naufragio di oltre 800 migranti

Obama: il mondo islamico è nel caos

Dopo la tragedia del naufragio del barcone con oltre 800 migranti a bordo nel Canale di Sicilia, è intervenuto da oltreoceano Barack Obama, che ha sottolineato quanto in Libia e nel mondo arabo in generale imperversi il caos. Intanto, Ban Ki-Moon, a colloquio telefonico con Renzi, ha espresso apprezzamento per quanto fatto dall'Italia.

NEW YORK - Dopo la tragedia del naufragio del barcone con oltre 800 migranti a bordo nel Canale di Sicilia, e l'apertura dell'Unione Europea a un'operazione militare contro i trafficanti di uomini in partenza dalla Libia è intervenuto da oltreoceano il presidente degli Usa Barack Obama: «Il problema dei rifugiati è il risultato di conflitti tribali e differenze religiose in Libia, che stanno creando il caos», ha detto il presidente americano in un'intervista alla emittente Msnbc.

Obama: ci vorrà del tempo
Obama ha fatto notare come molte delle vittime del disastro vengano da varie parti dell'Africa e del Medio Oriente e fuggono da guerre, povertà e persecuzione: «Dobbiamo rimanere concentrati su questa visione. Il Medio Oriente e il Nordafrica stanno attraversando un periodo di cambiamenti che non vedevamo da una generazione. Penso che il mondo islamico stia attraversando un processo dove è necessario isolare e respingere ogni tipo di estremismo, come quello che vediamo incarnato nell'Is. Ci vorrà tempo».

Apprezzamento per gli sforzi dell'Italia dall'Onu
Intanto, durante il suo colloquio telefonico con il presidente del Consiglio Renzi, Ban Ki-moon ha espresso «apprezzamento per gli sforzi dell'Italia nell'affrontare la crisi degli immigrati nel Mar Mediterraneo», esprimendo «grande preoccupazione». «La comunità internazionale deve condividere la responsabilità di assicurare protezione per gli immigrati e i rifugiati che attraversano il Mediterraneo» ha aggiunto Ban, che ha sottolineato quindi la necessità di mettere in campo un «efficace meccanismo di salvataggio in mare».