6 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
La Commissione europea propone un piano in 10 punti

Ue: «Rafforziamo Triton»

La Commissione europea propone un piano in dieci punti immediati per evitare nuove stragi nel Mediterraneo. In primis, il rafforzamento della missione Triton, che dovrà puntare anche al «search and rescue». Intanto, l'Onu ammonisce: «Il Mediterraneo non può diventare un cimitero».

LUSSEMBURGO (askanews) - La Commissione europea propone un piano in dieci punti «immediati» per evitare nuove stragi nel Mediterraneo: lo ha annunciato la stessa Commissione in un comunicato

Ue: rafforziamo Triton
Le dieci azioni serviranno per far fronte alla «situazione di crisi» migratoria nel Mediterraneo e prevedono, tra l'altro, il rafforzamento delle attività di controllo e salvataggio in mare. In particolare il piano, che è «pienamente sostenuto» dai ministri degli Esteri e dell'Interno dei Paesi membri, prevede una missione Triton rafforzata che dovrà puntare anche al «search and rescue», ovvero al salvataggio dei migranti in difficoltà. Il piano sarà sottoposto all'attenzione dei capi di Stato e di governo dell'Ue che si riuniranno in un vertice straordinario, giovedì prossimo.

Onu: il Mediterraneo non diventi un cimitero
La tragedia dei migranti è stata oggetto di discussione anche in sede Onu. «Il Mediterraneo non può diventare un cimitero, ma deve continuare a essere un luogo di sviluppo come è stato per millenni». Lo ha detto l'ambasciatore Sebastiano Cardi, rappresentante permanente d'Italia alle Nazioni Unite, parlando al palazzo di Vetro subito dopo l'intervento del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. Cardi ha ringraziato Ban per le sue parole sulla tragedia in cui sono morti tra i 700 e i 900 migranti al largo delle coste della Libia e ha ricordato gli sforzi che alcuni paesi europei e l'Italia stanno facendo per questa emergenza. Inoltre Cardi ha detto che l'Italia ha chiesto e ottenuto un vertice straordinario dell'Ue per discutere di questo tema.

Il «peso» dei migranti sia redistribuito
Il suo commento è stato seguito da quello del vicecapo delegazione dell'Unione europea all'Onu, Ioannis Vrailas: l'ambasciatore ha detto che il peso dei migranti non può essere sostenuto soltanto da pochi paesi dell'Unione ma che deve essere redistribuito.