16 ottobre 2019
Aggiornato 14:00
La crisi Ucraina

Ancora sul gas, l'Europa continua a fare da balia all’Ucraina

L’Ucraina comincerà ad acquistare il gas russo mediante pagamenti anticipati quando arriverà il freddo, ha dichiarato Jurij Prodan, capo del ministero dell’energia dell’Ucraina. Kiev ha trasferito a Mosca una parte della somma del debito per il gas già fornito.

L’Ucraina comincerà ad acquistare il gas russo mediante pagamenti anticipati quando arriverà il freddo, ha dichiarato Jurij Prodan, capo del ministero dell’energia dell’Ucraina. Kiev ha trasferito a Mosca una parte della somma del debito per il gas già fornito.

Malgrado gli accordi sul gas raggiunti a Bruxelles, rimangono ancora molti interrogativi. Ad esempio, quanto a lungo l’Europa è disposta a pagare i debiti di Kiev e che cosa ne sarà delle forniture del gas dopo il marzo 2015?

Kiev e Mosca, va detto, si sono accordate a stento sulle forniture di gas. Il prezzo di 385 dollari per mille metri cubi è stato ottenuto in seguito ad un nuovo sconto di 100 dollari concesso dalla Russia (grazie alla riduzione dei dazi di esportazione). Il prezzo del gas è stato ricalcolato tenendo conto della congiuntura del mercato, ha detto il ministro dell’energia russo Aleksandr Novak:

Abbiamo annunciato le cifre ai nostri colleghi ucraini nell’ambito della formula che si basa sul contratto vigente e che tiene conto dello sconto. In precedenza era stata annunciata la cifra di 385 dollari, ma adesso la congiuntura è alquanto più bassa vista la caduta dei prezzi del petrolio. Pertanto per il quarto trimestre di quest’anno il prezzo è di circa 378 dollari. Sono cifre corrette. Per il primo trimestre la cifra è di circa 365 dollari. Per quanto riguarda il periodo estivo, non esistono ancora relativi calcoli e previsioni.

L’Ucraina riceverà il gas dopo aver pagato il volume ordinato. Ma adesso a Kiev il clima è ancora clemente e le autorità hanno deciso di non aver bisogno di gas. Lo acquisteranno dalla Russia «a seconda della necessità». Attualmente le compagnie europee rimangono il principale fornitore del gas per l’Ucraina.

Tuttavia, indipendentemente dal fatto chi sia per l’Ucraina il «fornitore principale, il paese non dispone del proprio denaro per il pagamento del gas. È costretta quindi a pagare l’Europa, la cui sicurezza energetica dipende dal transito ucraino. L’Unione Europea è pronta a concedere il denaro per l’estinzione dei debiti di Kiev per il gas, ha detto Vygaudas Ušackas, ambasciatore dell’Ue in Russia, secondo il quale l’Ue fornisce all’Ucraina aiuti di dimensioni senza precedenti, ossia 11 milardi di euro. Ma ogni pazienza ha un limite. Secondo le parole di Ušackas, l’Ucraina deve finalmente diventare uno Stato sovrano ed economicamente indipendente affinché né Gazprom, né l’Eurocommissione, né il FMI debba badare continuamente a lei.

Il 30 ottobre la Russia, l’Ucraina e l’Eurocommissione hanno firmato il protocollo trilaterale sul piano delle forniture invernali del gas. Questo piano prevede la ripresa delle forniture del gas russo all’Ucraina e la garanzia del transito ininterrotto verso l’Europa fino al 31 marzo 2015. Inoltre, entro la fine dell’anno Kiev deve estinguere una parte del proprio debito per il gas pari a 3,1 miliardi di dollari. Per il momento Gazprom ha ricevuto soltanto circa un miliardo e mezzo. Nessuno può garantire il trasferimento del resto della somma e il pagamento anticipato, ritiene Konstantin Simonov, direttore generale del Fondo della sicurezza energetica nazionale:

La questione è se sarà trasferito questo denaro. Quando si ha a che fare con l’Ucraina, le firme non significano niente. Bisogna capirlo. Pertanto, finché il denaro non arriva è presto per parlare di un progresso.

Le autorità di Kiev hanno per giunta una concezione abbastanza originale dell’economia. Il premier Arsenij Jatseniuk chiede a tutti gli organi del potere statale di risparmiare il gas. Jatseniuk ha ordinato di stabilire immediatamente i limiti per il consumo di gas. Kiev usa già da tempo tali metodi, ma gli stessi non hanno dato risultati positivi, fa ricordare Rustam Tankaev, esperto dell’Unione dei produttori del petrolio e del gas:

I dirigenti ucraini concepiscono l’efficacia energetica in un modo molto originale. Alcuni anni fa sono state tagliate le forniture del gas verso le zone rurali dell’Ucraina e ciò ha permesso di ‘risparmiare’ 6,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Adesso in queste zone – ad esempio, nella regione di Poltava – le case vengono riscaldate facendo bruciare la legna. Adesso un camion di legna costa in Ucraina attorno a 5 mila rubli (circa 125 dollari) e il prezzo della legna continua a salire. Sarebbe utile confrontare il costo della legna con quanto percepisce la gente. La somma di 5 mila rubli è una buona pensione, mentre i pensionati più vulnerabili, come madri senza marito o inabili, ricevono circa mille rubli (25 dollari) al mese.

Il tempo caldo non rimarrà a lungo in Ucraina. Tra poco tempo arriverà l’inverno e, quindi, l’Europa dovrà di nuovo pagare per il gas fornito agli ucraini. Bruxelles deve ancora ricevere da Kiev le garanzie che il denaro sarà speso secondo la sua destinazione. Ciò continuerà, più probabilmente, fino a quando l’Ucraina rimarrà il paese di transito del gas russo per l’Europa. Gli ungheresi, ad esempio, sono stanchi di tale stato delle cose. Malgrado i divieti di Bruxelles hanno deciso quindi di costruire la propria parte del gasdotto South Stream che passa dalla Russia aggirando l’Ucraina. Secondo le parole del premier ungherese Viktor Orban, la Germania ha costruito il North Stream. E gli ungheresi non lo meritano? È necessario che al paese sia garantito il gas persino se in Ucraina sorgeranno problemi. Tra poco arriverà il gelo e, forse, anche altri partecipanti al progetto South Stream si uniranno alle proteste dell’Ungheria.