29 novembre 2020
Aggiornato 23:00
La crisi ucraina

A Kiev opera un «partito della guerra»

Il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov: «Solo gli USA possono moderarne il comportamento». Intanto il Cremlino inasprirà dottrina militare contro nuovo attivismo NATO. Ban Ki-moon mette in guardia gli occidentali sui pericoli di un'escalation armata: «Per crisi Ucraina non esiste soluzione militare».

MOSCA - A Kiev opera un «partito della guerra» che sta cercando di dirottare i tentativi di dare una soluzione politica al conflitto in Ucraina orientale. E gli Stati uniti sono gli unici che potrebbero "moderarne" il comportamento. L'ha affermato oggi, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Interfax, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.
Il capo della diplomazia russa ha posto l'accento sulla proposta del governo ucraino di revocare lo status di paese non allineato per Kiev per procedere sulla via dell'integrazione nella Nato. Nel notare la concomitanza dell'iniziativa con i tentativi, a Minsk, attraverso il gruppo di contatto di procedere sulla via di una soluzione politica, Lavrov ha sostenuto che a Kiev esiste un «partito della pace» che cerca di far avanzare il negoziato e un «'partito della guerra' il quale assume iniziative chiaramnete mirate a sabotare questi sforzi».
Per questo motivo, ha continuato Lavrov, «è necessario moderare il partito della guerra a Kiev e in realtà solo gli Stati uniti possono farlo». Lavrov ha quindi chiesto a Washington di «usare l'influenza e le opportunità che gli Usa hanno per dare i segnali necessari a favore di uno spostamento dei tentativi di risolvere la situazione dalla via militare a quella politica».

Il Cremlino inasprirà dottrina militare contro nuovo attivismo NATO - La Russia adotterà una nuova dottrina militare rafforzata dopo che la Nato ha annunciato di voler organizzare una forza di dispiegamento rapido per rassicurare i paesi dell'Est Europa preoccupati dall'attivismo russo nella crisi ucraina.
L'annuncio a sorpresa è destinato ad aggiungere ulteriore pepe nel menù del vertice NATO previsto da giovedì in Galles, al quale parteciperà anche il presidente ucraino Petro Poroshenko. Nel fine settimana, inoltre, a Bruxelles i leader dell'Unione europea dovrebbero decidere un inasprimento delle sanzioni nei confronti della Russia.
Ieri il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha annunciato che i 28 membri dell'alleanza intendono costituire una forza di «diverse migliaia di soldati» che possa essere dispiegata «in pochi giorni» per reagire ai movimenti militari russi in Est Europa.

Ban Ki-moon: per crisi Ucraina non c'è soluzione militare - Per la crisi in Ucraina «non esiste una soluzione militare». Lo ha ribadito il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che ha messo in guardia gli occidentali sui pericoli di un'escalation armata nel momento in cui la Nato si prepara a rafforzare la sua presenza nell'est dell'Europa.
«L'Unione Europea, gli americani e la maggior parte dei Paesi occidentali discutono molto seriamente tra loro sul modo di procedere» di fronte al coinvolgimento russo in Ucraina, ha dichiarato Ban Ki-moon in Nuova Zelanda.
«Si deve comprendere che non c'è una soluzione militare. Un dialogo politico per una soluzione politica rappresenta il cammino più sicuro», ha aggiunto, lamentando una «situazione caotica e pericolosa» con conseguenze «regionali e mondiali».
Le sue frasi erano rivolte ai ventotto capi di stato dell'alleanza atlantica, che devono adottare venerdì in un vertice un piano di risposta rapido (Readiness action plan), in risposta all'atteggiamento della Russia nella crisi in Ucraina.