21 gennaio 2021
Aggiornato 21:30
La crisi ucraina

Ucraina, ribelli puntano alla «Nuova Russia»

La posizione dei ribelli è in linea con quanto dichiarato ieri dal presidente russo Vladimir Putin, che ha parlato della necessità della definizione di uno status per il Donbass, affermazioni che hanno fatto pensare immediatamente a una volontà russa di spaccare l'Ucraina. Mosca: «Risponderemo a ulteriori sanzioni UE su conflitto ucraino».

KIEV - Rappresentanti dei ribelli filorussi dell'Ucraina orientale intendono chiedere, nell'ambito dei colloqui di pace di Minsk, uno status speciale per la regione, che verrebbe di fatto a costituire un'indipendenza da Kiev. Portavoci dei gruppi ribelli che controllano Donetsk e Lugansk hanno detto all'agenzia di stampa Interfax di aver preparato una dichiarazione congiunta nell'ambito dei negoziati.
La riunione del «gruppo di contatto» a Minsk, a porte chiuse, coinvolge i separatisti, Kiev, Mosca e l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce).
La posizione dei ribelli è in linea con quanto dichiarato ieri dal presidente russo Vladimir Putin, che ha parlato della necessità della definizione di uno status per il Donbass, affermazioni che hanno fatto pensare immediatamente a una volontà russa di spaccare l'Ucraina.

NUOVA RUSSIA - I rappresentanti dei ribelli vogliono che Kiev riconosca uno status speciale per le regioni di Donetsk e Lugansk, che «prenda in considerazione la necessità di rafforzare l'integrazione economica con la Russia e l'Unione doganale», un'organizzazione incentrata su Mosca.
Da una settimana Kiev e gli occidentali accusano la Russia di aver introdotto nell'area di conflitto proprie forze. Oltre mille uomini per la NATO, 1.600 secondo l'Ucraina.
Oggi le Izvestia, un quotidiano russo vicino al Cremlino, ha pubblicato un'intervista a Denis Pushilin, uno dei leader della ribellione di Donetsk e capo del Fronte unito di Novorossiya, il quale ha detto senza troppi giri di parole che i separatisti creeranno «un nuovo stato».
Nei giorni scorsi i segnali che Mosca e i separatisti potrebbero puntare a una forma federale con forte autonomia per le regioni filorusse si sono moltiplicati. E lo stesso Putin per primo ha utilizzato il termine «Novorossiya» («Nuova Russia») per indicare quelle aree, per poi parlare di una «forma statuale» per l'Ucraina orientale.

NUOVE SANZIONI? REAGIREMO - La Russia si riserva il diritto di rispondere a un eventuale inasprimento delle sanzioni da parte dell'Unione europea. L'ha detto il ministero degli Esteri russo in un comunicato pubblicato sul suo sito internet.
«Nel caso di nuove sanzioni anti-russe, la Russia si riserva il diritto di assumere misure di risposta finalizzate a difendere i suoi legittimi interessi», si legge nel comunicato.
Mosca ha reagito ai precedenti blocchi di sanzioni europee con un embargo imposto a una serie di prodotti dell'agroalimentare europeo. L'Ue sta lavorando, di fronte all'inasprimento del conflitto ucraino, a un inasprimento delle misure contro la Russia.
Il ministero russo ha detto inoltre di sperare che «l'Ue sia in grado di guardare alla situazione in maniera indipendente, senza gli stereotipi dell'ultimo secolo, e cominci un lavoro costruttivo per aiutare a risolvere il conflitto in Ucraina», si legge nel comunicato.
«E' deprecabile - ha affermato ancora il ministero degli Esteri - che il Consiglio europeo, a dispetto degli interessi dei suoi membri, sia seguendo quei paesi che sono interessati nella realizzazione di schemi geopolitici che prevedono un inasprimento del confronto con la Russia».