16 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Brahimi: Consiglio Sicurezza Onu sia unito su conflitto

Hague: Londra prepara il futuro post-Assad

Il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ha annunciato la decisione di Londra di intensificare i contatti diplomatici con i ribelli siriani, ai quali il Regno Unito invierà aiuti supplementari per un valore di 5 milioni di sterline, ad esclusione di armi. Israele teme ripercussioni sulla situazione in Libano

LONDRA - Il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ha annunciato la decisione di Londra di intensificare i contatti diplomatici con i ribelli siriani, ai quali il Regno Unito invierà aiuti supplementari per un valore di 5 milioni di sterline (pari a 6,3 milioni di euro), ad esclusione di armi.
«Il popolo siriano non può attendere (...) Senza aiuti urgenti moriranno altre persone. Per questa ragione adesso vogliamo concentrare i nostri sforzi per assicurare aiuti prati d'urgenza ai Siriani sul camp, mentre la diplomazia internazionale prosegue il suo corso», scrive William Hague in un intervento pubblicato oggi sul Times, che parla di «tragedia umana» e di «rischio crescente per il resto del mondo». «Innanzitutto intensificheremo il nostro lavoro con l'opposizione siriana, in particolare con i rappresentanti dell'Esercito libero siriano, per assicurare che si preparino all'inevitabile caduta di Assad», spiega il capo della diplomazia britannica.
«Svilupperemo ed intensificheremo le nostre relazioni con tutti i gruppi politici che preparano un futuro senza Assad, aiutandoli ad unirsi e a presentare un'alternativa politica», ha continuato Hague, aggiungendo: «La nostra politica non è stata quella di fornire armi nei conflitti della Primavera araba e non lo faremo (in Siria)», ha precisato il ministro. «Garantiremo invece equipaggiamento medico e per la comunicazione», ha concluso il capo del Foreign Office.

Israele teme ripercussioni sulla situazione in Libano - Se la Siria verrà divisa anche il Libano avrà lo stesso destino. Lo ha detto oggi il viceministro degli Esteri israeliano, Danny Ayalon, come riporta il sito web del quotidiano libanese L'Orient Le Jour. Secondo gli esperti, se il presidente siriano Bashar al Assad perderà il controllo di Damasco, potrebbe essere tentato di rifugiarsi con la sua cerchia ristretta in un bastione alawita nelle montagne nel nord della Siria.
Lo scorso martedì il re Abdallah II di Giordania ha messo in guardia da uno scenario simile, definendolo «catastrofico». «Ho la sensazione che se (Bashar al-Assad) non potrà più guidare la Grande Siria, potrebbe essere che il piano B sia una enclave alawita», ha dichiarato Abdallah II in una intervista all'emittente americana CBS. «Se la Siria imploderà, ciò comporterà problemi che ci vorranno decenni per risolverli», ha aggiunto il re giordano.

Al Arabiya: almeno 99 persone uccise oggi nel paese - Almeno 99 persone sono state uccise nelle violenze di oggi in Siria. Lo riporta l'emittente araba al Arabiya su Twitter, citando il Network siriano per i diritti umani, Ong con sede a Londra.

Brahimi: Consiglio Sicurezza Onu sia unito su conflitto - Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, spaccato sulla Siria, deve trovare un'unione sulla crisi in questo Paese. Lo ha affermato Lakhdar Brahimi, l'ex ministro degli Esteri algerino favorito per diventare il nuovo inviato dell'Onu e della Lega araba in Siria al posto del dimissionario Kofi Annan.
«Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu e gli stati regionali devono unirsi per garantire che una transizione politica possa avere luogo il più presto possibile», ha detto Brahimi in un comunicato diffuso da The Elders, un gruppo di statisti mondiali.

Il Dipartimento di Stato americano si appresta ad annunciare nuove sanzioni - Gli Stati Uniti stanno progettando di annunciare nuove sanzioni contro il regime siriano di Bashar al Assad e i suoi sostenitori. Lo ha annunciato un responsabile del Dipartimento di Stato di Washington.
»...Una delle forme chiave di pressione sono le sanzioni economiche, che nei prossimi giorni o tra molto breve saranno rafforzate ulteriormente con sanzioni supplementari sia contro le entità siriane sia contro coloro che sostengono gli sforzi del governo siriano di opprimere il suo stesso popolo», ha indicato il responsabile.