19 agosto 2022
Aggiornato 12:01
Politica monetaria

La BCE aumenta i tassi d'interesse, i rischi dello «scudo anti-spread»

I rischi dello «scudo anti-spread» presentato ieri da Christine Lagarde nel dibattito europeo. Il nuovo strumento chiamato Tpi «non è soggetto a restrizioni ex ante», ma dovrà rispettare quattro condizioni, tra cui il modo in cui sarà gestito il PNRR

Il Presidente della BCE, Christine Lagarde
Il Presidente della BCE, Christine Lagarde Foto: Unione Europea

Il nuovo strumento approvato ieri dalla BCE contro gli «spread» eccessivi si aggiunge all'armamentario già esistente, senza sostituire il «vecchio» scudo Omt, mai utilizzato. Invece di richiedere un piano di correzione con il fondo anticrisi Mes prevede il rispetto di una serie di parametri da parte del Paese beneficiario, fondamentalmente il pieno rispetto di tutte le regole Ue di Bilancio, delle raccomandazioni di policy della Commissione europea e l'assenza di procedure di infrazione sulle stesse. Potrà essere attivato «per contrastare dinamiche di mercato disordinate e non giustificate, che pongano gravi minacce alla trasmissione della politica monetaria», secondo quanto spiega la stessa Bce in un comunicato con diversi dettagli su questo Transmission Protection Instruments, o Tpi.

Salvaguardando la trasmissione della politica monetaria, «consentirà al Consiglio di attuare in maniera più efficiente il suo mandato sulla stabilità dei prezzi». Prevede acquisti di titoli sul «mercato secondario», cioè emissioni già in circolazione e non all'asta di collocamento. Saranno acquistabili titoli con una maturazione residua tra 1 e 10 anni, sono quindi escluso i bond a breve scadenza. Riguarda giurisdizioni che assistano «a un deterioramento delle condizioni di finanziamento non giustificato dai fondamentali specifici del paese» e che vadano appunto a inficiare la corretta trasmissione della politica monetaria. La portata degli acquisti dipenderà dalla gravità di questi rischi e non prevede limitazioni ex ante.

Su questo nuovo strumento «la Bce non sarà ostaggio di nessuno», ha voluto rimarcare la presidente Christine Lagarde. E per questo sono stati fissati i sovramenzionari criteri di ammissibilità. Il primo è il rispetto delle regole di bilancio dell'Ue e in particolare non essere sottoposti a procedura per deficit eccessivo o a procedura per non aver preso adeguate azioni sulla base di una raccomandazione del Consiglio Ue. Il secondo criterio è l'assenza di gravi squilibri di bilancio e non essere sottoposti a procedura per squilibri macroeconomici eccessivi.

Il terzo criterio è la sostenibilità di bilancio, in particolare della traiettoria del debito pubblico su cui il consiglio direttivo della Bce «terrà conto delle analisi della Commissione europea, del Mes, del Fondo monetario internazionale e di altre istituzioni». Quarto e ultimo criterio il fatto che il paese beneficiario abbia politiche macroeconomiche «solide e sostenibili», che rispetti gli impegni presi sul Recovery and Resilience Facility (quindi con i relativi Pnrr) e che rispetti le raccomandazioni specifiche per Paese indicate dalla Commissione nel semestre europeo.

Gli interventi riguarderanno prevalentemente titoli di Stato ma «se appropriato» potranno coinvolgere anche bond di emittenti private. La decisione se attivare il Tpi verrà presa dal Consiglio direttivo sulla base di una «valutazione complessiva» degli indicatori su mercati e trasmissione della politica monetaria e sugli obiettivi primari della stessa Bce. Gli acquisti non smetteranno se non dopo «un miglioramento duraturo della trasmissione» o sulla base di una valutazione che le persistenti tensioni siano da imputare ai fondamentali del Paese.

Come il primissimo sistema «Smp», risalente all'era Trichet, sono previsti dei meccanismi di correzione per gli effetti non voluti sull'insieme della politica monetaria. Questo nuovo strumento, poi, lascia inalterato l'esistente Omt, che è stato il primo vero scudo antispread creato dalla Bce, che però presuppone l'attivazione di un pieno programma di correzione e vigilanza con il Mes. La Bce, poi, ha ribadito che «la prima linea» contro gli spread ingiustificati è rappresentata dalla flessibilità sugli acquisti di rinnovo dei bond accumulati con il piano anticrisi Pepp. Implicitamente, solo se questi si rivelassero insufficienti si potrà valutare il Tpi.

Sul Tpi «non pubblicheremo tutti i dettagli», ha poi puntualizzato Lagarde in conferenza stampa, perché «ci stanno elementi di discrezionalità» del Consiglio direttivo «per decidere o meno l'attivazione e ci sono alcuni componenti che è meglio tenere non pubblici». L'approvazione del Consiglio è stata unanime e lo strumento «è stato sviluppato in tempi record - ha rivendicato - e lo possiamo attivare in qualunque momento».

(con fonte Askanews)