3 agosto 2021
Aggiornato 05:30
Politica monetaria

Lagarde: «Covid ha fatto accelerare sia il bene che il male»

La Presidente della BCE: «Nelle vita se hai un obiettivo, se hai un sogno, allora è meglio avere una strategia». Eria: «Preoccupa esuberanza mercati, specialmente con leva»

Christine Lagarde, Presidente della BCE
Christine Lagarde, Presidente della BCE Unione Europea

«Come sappiamo tutti lo Stato del dritto è tanto importante quanto fragile e la crisi pandemica ha impartito accelerazioni sia alle cose buone che alle cose cattive nella nostre società». Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, nel suo intervento conclusivo ad un convegno del World Law Congress a Madrid, in commemorazione dell'ex giudice della Corte suprema Usa Ruth Bader Ginsburg.

In un panel precedente, Lagarde aveva affermato che «nelle vita se hai un obiettivo, se hai un sogno, allora è meglio avere una strategia. Ci saranno tappe lungo la strada che non necessariamente saranno vittorie - ha spiegato - ma che ti portano avanti».

Eria: «Preoccupa esuberanza mercati, specialmente con leva»

«Sono molto preoccupato per l'elevata esuberanza nei mercati finanziari, specialmente dove ci si è alimentati con una leva finanziaria elevata». Lo ha affermato il capo della Vigilanza bancaria della Bce, Andrea Enria durante una audizione al Senato.

«Questo tipo di fenomeni - ha detto - rischia di dare vita a perdite significative nel caso di correzioni repentine» dei mercati, perdite che potrebbero ripercuotersi sulle banche «anche in caso di aggiustamenti delle aspettative. Questo è un rischio vero» e alla Vigilanza Bce «stiamo prendendo decisioni» su questo versante, ha avvertito.

«Contrario a sospensione nuove soglie default per le banche»

Le nuove soglie di definizione di default (insolvenza), che impongono la ristrutturazione onerosa e, quindi, il default di un'esposizione per le banche, vengono messe in discussione da alcuni osservatori data la delicata fase di ripartenza post crollo pandemico. «Tuttavia, la sospensione delle soglie, anche nel contesto attuale, significherebbe incentivare prassi di 'perpetuazione' (evergreening) dei prestiti. In altre parole, si finirebbe di fatto per promuovere forme non sostenibili di supporto ai debitori che celano l'effettivo deterioramento del rischio di credito e aggravano il problema già presente di un eccesso di debito privato».

«L'analisi condotta dalla Bce indica che il sostegno pubblico legato all'emergenza pandemica può aver accresciuto il numero delle cosiddette 'imprese zombie', che sono un retaggio della grande crisi finanziaria e della crisi del debito sovrano. Questi debitori frenano la produttività dell'economia ed espongono il sistema bancario al rischio di aggiustamenti improvvisi, con rilevante distruzione di valore. Rinunciare a parti del quadro prudenziale - ha proseguito Enria - porterebbe le banche ad alimentare il problema, anziché aiutare a contrastarlo. Come riconosciuto anche dal G30, l'unico modo per gestire la fase di ripresa è assicurare che le risorse siano convogliate verso imprese e progetti economicamente sostenibili, evitando al tempo stesso situazioni di selezione avversa e azzardo morale».

«Sono fiducioso che tutte le banche sotto la nostra vigilanza siano ormai pronte ad applicare le nuove regole sul rischio di credito. Gli orientamenti finali dell'Eba al riguardo sono stati pubblicati nel 2016 e sono diventati applicabili solo di recente, cinque anni dopo. Le banche dell'Ue hanno avuto molto tempo per preparare modelli, infrastrutture e governance per conformarsi al nuovo regime regolamentare. Di fatto, molte hanno aggiornato i loro sistemi nel pieno rispetto del nuovo quadro regolamentare - ha detto ancora il capo della Vigilanza bancaria Ue - quindi, una revisione delle norme creerebbe un serio problema di parità di condizioni».

Pepp, acquisti netti settimanali frenano a 15,7 miliardi

Sono tornati a rallentare a 15,7 miliardi di euro gli acquisti netti settimanali di titoli della Bce, con il programma anticrisi pandemica Pepp. Secondo i dati della stessa istituzione, l'ammontare complessivo di bond accumulati con questo programma ha raggiunto 1,185,6 miliardi di euro, al 2 luglio scorso. La settimana precedente, chiusa il 25 giugno, con il Pepp la Bce e l'Eurosistema delle banche centrali avevano effettuato acquisti netti per 24,3 miliardi di euro segnano una accelerazione rispetto alla settimana precedente.