24 ottobre 2021
Aggiornato 04:30
Politica monetaria

Lo «schermo» di Christine Lagarde: Continueremo a proteggere l'economia fino all'immunità diffusa

La Presidente della BCE: «Continueremo a sostenere tutti i settori dell'economia, preservando condizioni finanziarie favorevoli durante il periodo pandemico, come ha fatto fin da inizio crisi»

La Presidente della BCE, Christine Lagarde
La Presidente della BCE, Christine Lagarde Unione Europea

La presidente della BCE ha rilanciato in maniera inequivoca i propositi di mantenere condizioni finanziarie favorevoli nell'area euro, facendo esplicitamente riferimento anche ai tassi di interesse sui titoli di Stato. E più nello specifico, ha detto che l'istituzione «sta monitorando attentamente l'evoluzione dei rendimenti nominali delle obbligazioni a più lungo termine», date le loro implicazioni sui costi dei prestiti bancari a imprese e famiglie.

«La Bce - ha detto nel suo intervento alla conferenza su stabilità, coordinamento e governance economica del Paramento europeo - continuerà a sostenere tutti i settori dell'economia, preservando condizioni finanziarie favorevoli durante il periodo pandemico, come ha fatto fin da inizio crisi». E «questo impegno implica guardare a indicatori su tutta la catena di trasmissione della nostra politica monetaria» tra cui «i costi di rifinaziamento degli Stati», oltre all'erogazione di prestiti bancari a imprese e famiglie.

Propositi che hanno innescato un generalizzato cambio di rotta sui mercati dei titoli pubblici, con calmieramenti dei tassi su tutta l'area euro. I Btp a 10 anni hanno chiuso la sessione con un calo dei rendimenti allo 0,60%, laddove prima delle parole di Lagarde fluttuavano attorno allo 0,63%. Lo spread, il differenziale rispetto ai tassi dei Bund tedeschi equivalenti, che in precedenza si attestava sui 95-96 punti base ha chiuso a quota 93. In calo anche i tassi sui Btp a 5 anni, allo 0,02% e quelli sui titoli a 2 anni al meno 0,35%.

Secondo Lagarde sulla ripresa i Paesi Ue devono «continuare nel gioco di squadra» messo in campo contro la crisi pandemica e in questo ambito la Bce resta pronta a «fare la sua parte». Nell'Ue «dobbiamo spingere assieme, a tutti i livelli per raggiungere i nostri obiettivi comuni e assicurare che l'Europa possa emergere dalla pandemia più forte», ha spiegato.

Soprattutto perché «la pandemia non è finita». E questo è un messaggio che allo stesso convegno è stato ripreso anche dal Commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni, che sempre citando la Bce ha ribadito che «rimuovere gli stimoli troppo presto è più pericoloso che farlo troppo tardi». Su questo, ha annunciato, nei prossimi giorni la Commissione Ue pubblicherà un aggiornamento delle sue linee guida ai governi.

Sempre secondo la presidente della Bce, «l'allineamento delle politiche continuerà ad essere imperativo». E sono due le modalità con cui le politiche di bilancio del governi e la politica monetaria della Banca centrale possono «rafforzarsi a vicenda: proteggere l'economia - ha detto - e conseguentemente trasformarla. Mentre le persone ritrovano speranza dall'avvio delle campagne di vaccinazioni, la prima sfida, fare scudo all'economia, ci richiedere di continuare a traghettarla fino a quando sarà raggiunta una immunità diffusa», ha spiegato. La seconda sfida sarà appunto la trasformazione dell'economia per preservarne la capacità di produzione.

FMI: «Ritiro sostegno solo dopo fine crisi»

Le politiche di sostegno pubblico alle economie nei paesi dell'Ue colpiti dalla pandemia di Covid-19 devono continuare fino a quando si sarà pienamente usciti dalla crisi, per essere gradualmente ritirate solo successivamente. Lo ha affermato oggi la direttrice esecutiva del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, intervenendo in videoconferenza alla «Settimana parlamentare europea» 2021, organizzata dal Parlamento europeo a Bruxelles e dedicata alle iniziative per il rilancio dell'economia dopo la pandemia.

«Fino a quando la pandemia non sarà sconfitta, il sostegno alle imprese e alle famiglie dovrà continuare. Il ritiro graduale deve seguire, non precedere - ha sottolineato Georgieva -, un'uscita durevole dalla crisi sanitaria. È importante internamente e anche in termini di ricadute: un inasprimento prematuro della politica quando le economie più colpite sono ancora profondamente fragili potrebbe esacerbare le divergenze tra i paesi».

«Sebbene ora non sia il momento di ritirare il sostegno - ha poi aggiunto la direttrice del Fmi -, è il momento di accertare la solidità dei regimi di insolvenza» nei diversi paesi. «Il massiccio sostegno nel 2020 ha portato a fallimenti inferiori alla media. Ma il rischio di un tasso più elevato di insolvenze del debito» nel settore privato «aumenterà una volta che diminuiranno le misure di sostegno» da parte degli Stati «e con l'accelerazione del cambiamento strutturale».

«Gli accordi in materia di insolvenza e una maggiore enfasi sul sostegno a livello azionario potrebbero aiutare a prevenire gli eccessi di debito e i fallimenti crescenti», ha concluso Georgieva.

(con fonte Askanews)