2 giugno 2020
Aggiornato 00:30
Europa e coronavirus

Roberto Gualtieri: «Parole Von der Leyen sbagliate»

Il Ministro dell'Economia: «Impegnati perché eurobond siano tra le proposte dell'Eurogruppo. Dall'Ue ci aspettiamo aperture non chiusure». UE: «Von der Leyen non esclude nessuna opzione dentro limiti regole»

Video Agenzia Vista

ROMA - «Le parole della presidente della Commissione europea (Ursula von der Leyen) sono sbagliate, mi dispiace che le abbia pronunciate». Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri durante una videoconferenza stampa assieme al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Il Consiglio europeo «ha demandato all'Eurogruppo di fare proposte e noi come Paese siamo impegnati» perché tra queste proposte ci sia l'emissione di eurobond, obbligazioni comuni «per fare fronte alle spese straordinarie di questa emergenza. Questa è la risposta più adeguata e ci auguriamo - ha concluso Gualtieri - che tutti se ne rendano conto, anche la presidente della Commissione europea».

«L'Europa, tutta, deve essere all'altezza di questa sfida - ha detto ancora Gualtieri - e quindi invito la presidente Von der Leyen a leggere il monito lanciato oggi dal presidente Jacques Delors». Quest'ultimo ha avvertito che se non mostrerà solidarietà in questa crisi l'Europa «corre un pericolo mortale. Noi vogliamo che la risposta all'emergenza sia di tutta l'Europa, di tutta l'Unione europea e di tutta l'area euro».

«Dall'Ue ci aspettiamo aperture non chiusure»

Dall'Europa e dalla Commissione europea sui coronabond «ci aspettiamo aperture e non chiusure», ha affermato il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, tornando via Twitter a criticare la presidente della Commissione Ursula von der Leyen per le sue chiusura su questa ipotesi di eurobond. «La Presidente della Commissione Europea sbaglia a liquidare come semplice «slogan» i coronabond. Posizioni come questa - avverte Gualtieri - non aiutano il percorso verso una soluzione condivisa sugli strumenti per affrontare la crisi».

UE: «Von der Leyen non esclude nessuna opzione dentro limiti regole»

«In questa situazione, la presidente (Ursula von der Leyen) non sta escludendo alcuna opzione nell'ambito dei limiti dei trattati europei». Lo precisa la commissione europea, con un comunicato dopo le polemiche che sono divampate attorno alle frasi di chiusura della stessa Von der Leyen sui coronabond. In una intervista la presidente ha definito «slogan» questa ipotesi affermando che non ci si sta lavorando.

Il comunicato dell'esecutivo comunitario non cita la parola «eurobond», «coronabond» né il concetto stesso. «Il Consiglio europeo - recita - ha incaricato l'Eurogruppo di presentare proposte entro le prossime settimane. La Commissione parteciperà alle discussioni e sarà pronta a fornire assistenza, se sostenuta dall'Eurogruppo. Questo si rende necessario perché i margini d bilancio per i nuovi strumenti è limitato».

Piena flessibilità sui fondi esistenti

Parallelamente, la Commissione sta lavorando a proposte per la fase di recupero nell'ambito dei trattati esistenti. «Come primo passo - si legge - stiamo attualmente lavorando a una piena flessibilità sui fondi esistenti, come i fondi strutturali. questo fornirà supporto immediato».

Poi la Commissione avanzerà proposte per affrontare le conseguenze della crisi che «includeranno un pacchetto di incentivi che garantisca il mantenimento della coesione all'interno dell'Unione attraverso la solidarietà e la responsabilità. In questo momento - conclude l'esecutivo Ue - il presidente non esclude alcuna opzione entro i limiti del trattato».

Dombrovskis: «Su ogni misura futura servirà piena adesione politica»

Paesi e istituzioni dell'Unione europea continueranno a «lavorare su ulteriori misure per aiutare le nostre economie a superare la tempesta». E «esamineremo tutti gli strumenti a nostra disposizione». Ma «per ogni misura futura - puntualizza il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, in un articolo sul Sole 24 Ore - avremo bisogno della piena adesione politica».

Il tutto dopo che il vertice straordinario dei capi di Stato e di governo dell'Unione di giovedì scorso non è riuscito a compiere progressi sulle due ipotesi in campo - che risultano controverse a seconda dei casi a vari Paesi - da un lato l'utilizzo del fondo anticrisi Mes a chi ne facesse richiesta (con il problema delle condizionalità), dall'altro l'ipotesi di creare degli eurobond, delle obbligazioni comuni (chiamati anche coronabond in questo caso) per fare fronte al spese straordinarie sulla pandemia. Dombrovskis rivendica che con le misure finora messe in campo «complessivamente i finanziamenti Ue raggiungono i 93 miliardi di euro e stiamo lavorando pe aumentarli ulteriormente».

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