14 ottobre 2019
Aggiornato 19:30
Politica monetaria

BCE, il divieto di monetizzazione dei debiti pubblici sancito dai Trattati UE

Una modifica al Trattato dell'Unione europea, in base all'articolo 48 dello stesso Trattato, richiede l'unanimità da parte degli Stati membri

Il Ministro delle Finanze, Giovanni Tria
Il Ministro delle Finanze, Giovanni Tria ANSA

FRANCOFORTE - Il divieto di «monetizzazione» dei debiti pubblici da pare della Banca centrale europea, ovvero la non possibilità di effettuare la cancellazione di parte dei debiti stessi, acquistandoli emettendo nuova moneta, è specificatamente sancito dal «Trattato sul funzionamento dell'Unione europea».

E' un elemento cardine anche alla base degli accordi che portarono i Paesi dell'Unione alla creazione dell'euro. Ed è un punto molto sentito specialmente nei Paesi nordici dell'Unione, come la Germania, anche per i loro trascorsi storici (come l'iperinflazione durante la Repubblica di Weimar).

Questo divieto è stato evocato dal ministro dell'Economia, Giovanni Tria, secondo cui si tratta di un «tabù» di cui bisognerebbe «discutere», con l'ipotesi di poter procedere al «finanziamento in moneta del deficit».

Ma lo stesso Tria riconosce che questo richiederebbe «una revisione dello statuto della Bce». In pratica una modifica ai trattati dell'Ue.

Divieto sancito dall'articolo 123 del Trattato

Il divieto in questione è sancito dall'articolo 123 del Trattato (in precedenza dall'articolo 101 del Trattato delle Comunità europee). «Sono vietati - recita - la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca centrale europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate 'banche centrali nazionali'), a istituzioni, organi od organismi dell'Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l'acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali».

Una modifica al Trattato dell'Unione europea, in base all'articolo 48 dello stesso Trattato, richiede l'unanimità da parte degli Stati membri. L'immediata ostilità che con ogni probabilità incontrerebbe nei Paesi nordici rende difficoltoso ipotizzare come si possa procedere su questa strada.