16 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Visco, Patuelli e Mattarella uniti per difendere i «conti in equilibrio» a tutela delle famiglie (ma soprattutto delle banche)

Non solo il futuro nero paventato dal numero uno di Bankitalia Visco e nemmeno solo l'avvertimento del presidente dell’Abi Patuelli. Arriva anche il monito di Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il numero uno di Bankitalia Ignazio Visco e presidente dell’Abi Antonio Patuelli
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il numero uno di Bankitalia Ignazio Visco e presidente dell’Abi Antonio Patuelli (ANSA)

ROMA - Non solo il futuro nero paventato dal numero uno di Bankitalia Ignazio Visco, che prospetta «gravi conseguenze» di un prolungato rialzo dei rendimenti dei titoli di stato, che colpirebbe le famiglie, e nemmeno solo l'avvertimento del presidente dell’Abi Antonio Patuelli, che tuona contro gli «aggravi fiscali» per le banche previste dalla manovra, evocando la possibilità che gli istituti di credito possano persino smettere di comprare titoli di Stato. Oggi, in un giorno clou per la manovra attesa in Parlamento, arriva anche un nuovo richiamo del capo dello Stato Sergio Mattarella. Questa volta il pensiero del presidente è per la tutela dei risparmi delle famiglie, ma soprattutto per l’equilibrio dei bilanci pubblici. Tutti e tre parlando in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio: quale palco migliore, dunque, per sfruttare al meglio una narrazione tossica e scaraventarla in faccia agli italiani?

Tria rassicura
Il Ministro dell'Economia Giovanni Tria, anch'egli presente, tranquillizza subito: «Non c’è nessun impatto sui conti economici» chiarisce, ribadendo che i rialzi dello spread sono dovuti all’incertezza politica legata al «grande equivoco» che l’Italia intenda lasciare l’euro. Ma il governo «in nessun modo ha mai espresso la volontà di uscire» dalla moneta unica. Ma Mattarella, che non c'è fisicamente ma parla attraverso un teelgramma inviato all'Acri, è deciso: «Il risparmio delle famiglie e l’equilibrio dei conti pubblici sono elementi essenziali per la sovranità del Paese» dice. Il risparmio, afferma, «unito all’equilibrio dei bilanci pubblici, espressamente richiamato dalla Costituzione, è condizione essenziale dell’esercizio della effettiva sovranità del Paese».

Mattarella: «I conti in equilibrio e il risparmio delle famiglie essenziali»
La tutela del risparmio prevista dall’articolo 47 della Costituzione – sottolinea ancora il capo dello Stato - corrisponde alla garanzia dell’«irrinunciabile» libertà delle famiglie di poter autonomamente individuare i mezzi atti a sostenere le proprie scelte di vita e, insieme, sottolinea l’«enorme valore rappresentato, per la stabilità del sistema economico-finanziario italiano, dal popolo dei risparmiatori». La gestione del risparmio da parte dello Stato, delle imprese bancarie, degli intermediari finanziari costituisce dunque - continua Mattarella - il motore di uno sviluppo responsabile e sostenibile, un elemento centrale dell’esercizio del credito e «deve obbedire a regole di assoluta trasparenza, di saggia amministrazione delle risorse, di protezione di depositi e investimenti». Lo sviluppo e quindi la creazione e la diffusione di benessere nel Paese, conclude Mattarella, passa attraverso la capacità di iniziative dirette alla crescita dell’economia reale. «Sono quindi particolarmente benvenute le iniziative di finanza etica, attente alla produzione e distribuzione di beni e servizi, e all’impatto sociale delle proprie attività». Conti in equilibrio: il mantra è sempre lo stesso.