18 luglio 2019
Aggiornato 06:30
Manovra finanziaria

Tria ha ceduto: Di Maio e Salvini varano la «manovra del popolo» con deficit a 2,4%

Dopo un lunghissimo vertice a Palazzo Chigi trovata l'intesa sullo sforamento del deficit. Esultano i leader di Lega e M5S: «Manovra del cambiamento»

Il premier Giuseppe Conte con i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Il premier Giuseppe Conte con i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini ANSA

 ROMA - Dopo un lunghissimo vertice a Palazzo Chigi trovata l'intesa sullo sforamento del deficit. «Accordo raggiunto con tutto il governo sul 2,4» di deficit. «Siamo soddisfatti, è la manovra del cambiamento». Così, in una dichiarazione congiunta, i vicepresidenti del consiglio, Matteo Salvini (Lega) e Luigi Di Maio (M5S), mentre a Palazzo Chigi cominciava il Consiglio dei ministri inizialmente fissato alle 20 e poi slittato di oltre un'ora. I leader di Lega e M5S portano a casa le misure simbolo del contratto gialloverde, dal reddito di cittadinanza al superamento della Fornero, passando per l'aliquota al 15% «per più di un milione di lavoratori». Il ministro dell'Economia Giovanni Tria si è dunque dovuto piegare, dovendo rinunciare alla sua «trincea» virtuosa dell'1,6% e persino a quella, di secondo linea, del 2%. Dal governo il messaggio era stato chiaro sin da subito, nonostante l'acceso confronto: Tria cede o cede. Ha ceduto.

«Restituiamo futuro a 6 milioni e mezzo di persone»
L’intesa è arrivata poco dopo le 21, alla fine di un lungo pomeriggio di stallo in attesa del Consiglio dei ministri. Il deficit nel 2019 salirà dunque al 2,4% del Pil. «Abbiamo portato a casa la manovra del popolo che per la prima volta nella storia di questo Paese cancella la povertà grazie al reddito di cittadinanza, per il quale ci sono 10 miliardi, e rilancia il mercato del lavoro anche attraverso la riforma dei centri per l’impiego. Restituiamo futuro a 6 milioni e mezzo di persone» ha commentato Di Maio. «Oggi è un giorno storico! Oggi è cambiata l'Italia!». «Per la prima volta lo Stato è dalla parte dei cittadini. Per la prima volta non toglie, ma dà. Gli ultimi sono finalmente al primo posto perché abbiamo sacrificato i privilegi e gli interessi dei potenti. Sono felice. Insieme abbiamo dimostrato che cambiare il Paese si può e che i soldi ci sono» aggiunge. Senatori e deputati del M5S sono subito scesi piazza davanti Palazzo Chigi per festeggiare, sventolando le bandiere del Movimento. «Finalmente una manovra del popolo» gridano.

Pensione di cittadinanza
Via libera anche alla pensione di cittadinanza che «dà dignità» ai pensionanti. E con il superamento della Fornero, chi ha lavorato una vita «può finalmente andare in pensione liberando posti di lavoro per i nostri giovani, non più costretti a lasciare il nostro Paese per avere un’opportunità». Non restano esclusi i truffati delle banche, che saranno risarciti con un Fondo ad hoc di 1,5 mld. «Per la prima volta lo Stato è dalla parte dei cittadini, per la prima volta non toglie ma dà», ha detto Di Maio. Salvini, a sua volta, parlando a margine del vertice di governo sul Def non trattiene la sua soddisfazione: «Tasse abbassate al 15% per più di un milione di lavoratori italiani, diritto alla pensione per almeno 400mila persone e altrettanti posti di lavoro a disposizione dei nostri giovani superando la legge Fornero, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni. Nessun aumento dell’Iva». La riforma rilancia il mercato del lavoro anche attraverso la riforma dei centri per l’impiego, ha aggiunto il vicepremier.