23 ottobre 2018
Aggiornato 01:00

Manovra, Lega-M5S puntano a 2,4-2,5%. Tria o cede o cede

Fonti riferiscono che Tria sarebbe disponibile a cedere fino a un livello del 2,2%
Il ministro dell'Economia Giovanni Tria a Palazzo Chigi per il vertice di maggioranza
Il ministro dell'Economia Giovanni Tria a Palazzo Chigi per il vertice di maggioranza (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - Clima ancora teso all’interno dell’esecutivo sul nodo deficit. Lega e M5S non mollano e continuano a puntare a una soglia del 2,4-2,5%. Le tensioni, secondo quanto si apprende, non sarebbero soltanto fra i due vicepremier e il responsabile dell’Economia che non vuole sfondare i conti, ma anche con lo stesso sottosegretario leghista, Giancarlo Giorgetti, che sarebbe in dissenso con Salvini proprio sul deficit, tanto che neanche lui ha preso parte alla riunione. Sempre le stesse fonti riferiscono che Tria sarebbe disponibile a cedere fino a un livello del 2,2% (inizialmente il ministro non si spostava dall’1,6%) ma che i due alleati di governo si sarebbero invece accordati sul 2,4-2,5%. 

Tria o cede o cede
Salvini e Di Maio non mollano, ma pare che non ci sia stata alcuna richiesta di dimissioni al responsabile del Mef. Sempre le fonti raccontano dei vicepremier "allineatissimi" e impegnati a far fronte comune nel vertice. La linea è chiara, Giovanni Tria "o cede o cede", spiegano ancora le fonti di governo, segno che si sta ancora lavorando per raggiungere un'intesa. Il ministro dell'Economia e i suoi tecnici starebbero elaborando delle proiezioni ulteriori sul reddito di cittadinanza e la revisione della legge Fornero.

Deadline Ue il 15 ottobre
La Commissione Europea intanto fa sapere che "esaminerà i documenti programmatici di bilancio per il 2019 di tutti gli Stati membri dell'area euro, Italia inclusa, nelle settimane che seguiranno la presentazione formale, entro il 15 ottobre, e prima della fine di novembre». "Fa parte - ha spiegato il portavoce della Commissione Europea Christian Spahr, durante il briefing con la stampa a Bruxelles - del normale processo del semestre europeo, il ciclo di coordinamento delle politiche economiche, come accade ogni anno".