17 novembre 2018
Aggiornato 20:00

Di Maio verso l'annullamento della gara Ilva: «Priorità alla salute dei tarantini»

Il ministro dello Sviluppo economico avvia il procedimento per cancellare l'aggiudicazione dell'acciaieria ad ArcelorMittal. Oggi l'incontro con il gruppo
Luigi Di Maio, vice presidente del Consiglio e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico
Luigi Di Maio, vice presidente del Consiglio e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA – Luigi Di Maio avrebbe deciso: si va verso l'annullamento dell'aggiudicazione dell'Ilva ad ArcelorMittal. Il ministro dello Sviluppo economico ha infatti comunicato l'avvio di un procedimento amministrativo per cancellare l'assegnazione dell'acciaieria di Taranto al principale produttore mondiale, a seguito delle criticità sulla gara rilevate nelle settimane scorse dall'Anac. «Ho firmato e sto firmando in queste ore gli atti per l'Avvocatura dello Stato stato e i commissari per capire se tutto sia stato fatto in regola», ha annunciato Di Maio su La7. La priorità, spiega il leader pentastellato, va data «alla salute dei tarantini. Ho sempre detto – ha aggiunto – che per me i piani ambientali e occupazionali», di ArcelorMittal «non sono soddisfacenti, ci devono fare delle controproposte e pare ora le stiano facendo e le valuteremo. Al centro ci sta la salute dei cittadini di Taranto che hanno avuto una pessima qualità della vita».

Ma la trattativa prosegue
In parallelo, non si ferma però il dialogo con il gruppo, che oggi incontra il ministro dopo aver annunciato la sua disponibilità ad accettare «tutte le richieste sostanziali di ulteriori impegni riguardo al contratto di affitto e acquisto firmato nel giugno 2017», di cui ha già informato ufficialmente i commissari straordinari. Lo si legge in una nota, che precisa anche che l'azienda «confida che questi impegni aggiuntivi evidenzino al governo e agli altri stakeholder nazionali e locali interessati il suo pieno impegno per una gestione responsabile di Ilva». ArcelorMittal «è fiduciosa che, con il supporto del governo, sarà ora possibile finalizzare nei prossimi giorni l'accordo con i sindacati in modo da poter completare rapidamente operazione» ed «è desiderosa di mettere in atto il suo programma di turnaround nel più breve tempo possibile in modo da assicurare un futuro sostenibile per Ilva, i suoi lavoratori, i suoi fornitori, i suoi clienti industriali e, nello stesso tempo, la tutela dell'ambiente e il benessere delle comunità locali».

L'opposizione tifa per ArcelorMittal
L'opposizione continua dunque ad auspicare un esito positivo della trattativa. «Dopo che ArcelorMittal ha informato i commissari straordinari dell'Ilva di accettare tutte le loro richieste ed ha assicurato di voler garantire da un lato un futuro sostenibile per l'Ilva e i suoi lavoratori e dall'altro la tutela dell'ambiente e il benessere delle comunità locali, siamo curiosi di sapere quali altri scuse inventerà Di Maio pur di rimandare ulteriormente la soluzione della vicenda – afferma la deputata pugliese di Forza Italia Elvira Savino – La verità inconfessabile è che il M5S vorrebbe chiudere l'impianto ma, siccome non può dirlo, preferisce aspettare che l'Ilva fallisca per poi scaricare la colpa sugli altri». Le fa eco il piddino Francesco Boccia a Omnibus, su La7: «Oggi è evidente che non c'è alcuna alternativa a Mittal, l'azienda modificherà le condizioni della propria proposta sia dal punto di vista ambientale che da quello occupazionale. Perché a tutto c'è una logica e bastava seguirla per arrivare all'obiettivo finale. Per sgomberare il campo da qualsiasi ambiguità, basterebbe che il governo italiano comunicasse a Mittal che nel programma italiano sull'agenda europea 2030 rispetto all'uscita graduale dal carbone rientra anche lo stabilimento Ilva di Taranto. Su questo tema la posizione del Pd dovrà cambiare in maniera radicale e sono convinto che con Martina ci sarà una maggior attenzione all'ambiente; in ogni caso questo tema, se non dovesse essere affrontato in questi mesi, sarà sicuramente uno dei temi principali del prossimo congresso».