14 novembre 2018
Aggiornato 17:00

Nessuna marcia indietro, Di Maio e Tria allineati: reddito di cittadinanza e flat tax avanti insieme

Il reddito di cittadinanza e la flat tax saranno nella legge di bilancio per dimostrare ai mercati che la coalizione giallo-verde non farà marce indietro
Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio e quello dell'Economia Giovanni Tria
Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio e quello dell'Economia Giovanni Tria (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI - ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

ROMA - Il reddito di cittadinanza e la flat tax saranno nella legge di bilancio per dimostrare ai mercati che la coalizione giallo-verde non farà marce indietro rispetto al contratto di governo. E’ quanto ha affermato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in un’intervista su Bloomberg. Le due misure «necessitano di andare a braccetto perché sono necessarie per cambiare il sistema e sostenere la crescita», ha affermato Tria. Intanto, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, respinge la posizione «di tutti coloro che fanno i conti a legislazione e bilancio vigenti» e che mettono in dubbio le coperture dei cavalli di battaglia del contratto pentaleghista, come quelle necessarie a realizzare reddito di cittadinanza, revisione della Fornero, flat tax: «Deve essere chiaro che nei prossimi mesi sui tavoli europei il nostro atteggiamento sarà molto diverso dal passato».

Di Maio: "E' emergenza assoluta"
Dopo il dl "dignità", dunque, come promesso il prossimo passo per il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico sarà il reddito di cittadinanza: "subito", puntualizza il vicepremier in un'intervista a La Stampa, confermando le parole di Tria e aggiungendo che il governo lo sta "studiando assieme alla flat tax». Saranno riforme strutturali, spiega Di Maio, fatte in collaborazione con la Commissione e con il Consiglio europeo. Ci sono cinque milioni di persone in povertà, spiega: "È una emergenza assoluta». La riforma dei centri per l'impiego partirà immediatamente, promette, come già annunciato. "Voglio che i risultati si vedano già nella prossima legge di bilancio. E voglio confrontarmi con le aziende, con il presupposto che nessuno deve essere lasciato indietro. Ragionerò anche sul salario orario", ha sottolineato.

I risultati (molto preoccupanti) del Misery Index di Confcommercio
L'annuncio di Tria, che porta avanti la politica programmatica di Di Maio, arriva proprio nel giorno in cui Confcommercio rende noti i risultati del suo "Misery Index": secondo i dati raccolti, resta stabile a maggio l'indice di disagio sociale, che si attesta ad un valore stimato di 18 punti come ad aprile, dopo i mesi di febbraio e marzo, che avevano registrato una lieve inversione di tendenza. A pesare, sostiene l'associazione, l'accelerazione dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d'acquisto, aumentati del 2% su base annua, in aumento di sei decimi di punto rispetto a quanto rilevato ad aprile. Il Mic segnala anche come i progressi registrati negli ultimi anni sul versante del mercato del lavoro, che hanno permesso il ritorno ai valori pre crisi, sono stati insufficienti a garantire un reale ridimensionamento della disoccupazione. Il nostro Paese sta, infatti, scontando anche un recupero di un gap di partecipazione al mercato del lavoro. La presenza attiva sul mercato di una quota di persone sempre più elevata necessita, per il riassorbimento della disoccupazione, di "dinamiche decisamente più elevate di quelle già sperimentate".

Lavoro meglio, ma gli sforzi rischiano di essere vani
Per Confcommercio l'indebolimento del quadro congiunturale e l'irrigidimento delle norme contrattuali rischiano, nei prossimi mesi, di vanificare i miglioramenti conseguiti negli ultimi periodi. A maggio, si legge nella nota dell'associazione, il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato al 10,7%, il valore più basso da agosto del 2012, in ridimensionamento di tre decimi di punto rispetto rilevato nei tre mesi precedenti. Il dato è sintesi di un significativo miglioramento sia sul versante degli occupati, +114mila unità rispetto ad aprile e +457mila su base annua, sia dal lato delle persone in cerca d'occupazione, -84mila unità rispetto al mese precedente e -153mila nei confronti dello stesso mese del 2017. A completare il quadro si sottolinea come anche a maggio le ore autorizzate di Cig abbiano mostrato una tendenza al ridimensionamento (-38,9%). Questa dinamica "ha determinato una riduzione, sia in termini congiunturali che tendenziali, delle ore di Cig effettivamente utilizzate destagionalizzate e ricondotte a Ula». Anche sul fronte degli scoraggiati si stima il permanere di una tendenza alla riduzione sia nei confronti di aprile, che dello stesso mese del 2017. Il combinarsi di queste dinamiche ha portato a un calo del tasso di disoccupazione esteso di tre decimi di punto in termini congiunturali, e di un punto percentuale nel confronto annuo.