Economia | La gabbia europea

Economia, Tria stoppa le polemiche: «L'uscita dall'Euro non è in discussione»

Il ministro dell'Economia del nuovo governo Conte al Corriere della Sera: «La nostra posizione è chiara». A Palazzo Chigi vertice a tre: Conte, Di Maio e Salvini

Giuseppe Conte con Giovanni Tria
Giuseppe Conte con Giovanni Tria (Riccardo Antimiani | ANSA)

ROMA - «La posizione del governo è netta e unanime. Non è in discussione alcun proposito di uscire dall'euro». Lo ha dichiarato il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in una intervista al Corriere della sera. «Il governo - ha spiegato - è determinato a impedire in ogni modo che si materializzino condizioni di mercato che spingano all'uscita. Non è solo che noi non vogliamo uscire: agiremo in modo tale che non si avvicinino condizioni che possano mettere in discussione la nostra presenza nell'Euro. Come ministro dell'Economia ho la responsabilità di garantire, su mandato del governo, che queste condizioni non si verifichino. Le dichiarazioni del presidente del Consiglio sono su questa linea e il governo nel complesso è responsabile verso il Paese». Quanto alla possibile influenza che le dichiarazioni dei politici possono avere sull'andamento dei mercati finanziari, «all'avvio di un governo un dibattito politico vivace è normale», ha osservato l'economista. «C'è una coalizione con vari punti di vista che si confrontano. È un assestamento iniziale. Ma c'è un programma e bisogna fare attenzione - ha ribadito il ministro Tria - soprattutto a quello che dice e fa il governo, a partire dal presidente del Consiglio».

Il Partito democratico all'attacco (anche stavolta)
Chi non perde occasione per criticare qualsiasi posizione del nuovo governo è il Partito democratico che, tramite Luigi Marattin, sottolinea come «l'odierna intervista del ministro dell'Economia Tria al Corriere è un ceffone in faccia a Di Maio e Salvini che vengono smentiti su tutta la linea economica. In sintesi su Euro, debito, Fornero, flat tax, reddito di cittadinanza, Salvini e Di Maio hanno raccontato una sacco di bugie ai loro elettori e al Paese». Per Marattin «il ministro tecnico, smonta ad una, ad una tutte le loro fantasiose ricette. Rimane un'altra domanda: ma come funzionerà esattamente questo governo? Il premier deve chiedere il permesso ai vice-premier, i quali a loro volta vengono smentiti dal ministro dell'Economia?».

A Palazzo Chigi vertice Di Maio - Salvini - Conte
Intanto è una domenica chiave a Palazzo Chigi dove è previsto il vertice di  governo per accelerare la definizione delle nomine di viceministri e sottosegretari che servono a completare la squadra dell'esecutivo. Per quanto riguarda le nomine nelle partecipate, invece, la definizione delle scelte del Governo dovrebbe attendere ancora qualche giorno. All'incontro di oggi, insieme ai leader delle due forze di maggioranza, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che ricoprono anche il ruolo di vicepremier, ci sarà il presidente del Consiglio, di ritorno dal G7 conclusosi in nottata in Canada. Dal completamento del puzzle di governo dipende anche la possibilità di avviare finalmente i lavori di Camera e Senato, perché i gruppi parlamentari potranno indicare i componenti delle commissioni permanenti e assegnare i vari ruoli negli uffici di presidenza. Secondo prassi, alla maggioranza le presidenze delle commissioni ordinarie, alle opposizioni quella delle commissioni bicamerali e di garanzia come la Vigilanza Rai e il Copasir che sovrintende all'attività dei servizi di sicurezza dello Stato.