22 novembre 2019
Aggiornato 11:30
Tasse

Il Fisco «ingiusto» è sulle spalle di dipendenti e pensionati

Il superconto dell'Irpef - pari a circa 172 miliardi di euro - è pagato soprattutto dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Solo in minima parte da imprenditori, commercianti e professionisti

Il premier, Paolo Gentiloni, ha letto l'analisi del Corriere della Sera sulla distribuzione del Fisco.
Il premier, Paolo Gentiloni, ha letto l'analisi del Corriere della Sera sulla distribuzione del Fisco. ANSA

ROMA – Nel Belpaese il Fisco è sempre più ingiusto. Come rivela un'analisi pubblicata dal Corriere della Sera, le tasse pesano soprattutto sulle spalle dei soliti noti. In particolare, il superconto dell'Irpef – pari a 172 miliardi di euro – è pagato al 60% dai dipendenti e per il 34% dai pensionati. Solo il restante 6% del gettito arriva da imprenditori, commercianti e professionisti. Una distorsione del sistema fiscale che non solo lo qualifica come «ingiusto», ma penalizza tutta l'economia nazionale e ostacola la ripresa perché «inefficiente». Il Fisco italiano, infatti, disincentiva l'emersione dei redditi per pagare meno tasse possibili, così il carico fiscale più pesante grava soprattutto su quelle categorie di contribuenti che non possono scappare ai controlli: dipendenti e pensionati. Ma si tratta anche delle categorie più fragili economicamente parlando.

I lavoratori dipendenti sono «fedelissimi contribuenti»
Come riportano Alberto Brambilla e Paolo Novati su Il Corriere, nel 2016 i contribuenti italiani hanno pagato 171,71 miliardi di Irpef. Di questi, i lavoratori dipendenti ne hanno pagati circa 103 (pari al 60% del totale). Pur essendo ben 17 milioni, secondo l'ultimo censimento Istat corrispondono a poco più della metà dei contribuenti complessivi arrivando a essere 20.880.245, ma rappresentano ben il 54% di quanti dichiarano redditi positivi (16,797 milioni su 30,879 milioni). Si può quindi affermare che il 100% dei dipendenti sono «fedeli contribuenti».

Perché la sanità pubblica è sulle spalle di pochi
Ma vale la pena analizzare un altro dato interessante: i contribuenti con redditi dichiarati fino a 15.000 euro dovrebbero essere circa 7,5 milioni ma i dichiaranti sono solo 5.115.540. Di questi circa il 78% paga l'Irpef media, pari a circa 173 euro l'anno, del tutto insufficiente a coprire i costi della propria sanità. I professionisti con redditi tra i 15.000 e i 35.000 euro l'anno pagano invece un'Irpef media di circa 1.516 euro, ancora insufficiente per coprire le spese mediche sostenute per loro dalla sanità pubblica. Solo il 6,75% degli autonomi paga imposte sufficienti a coprire questi costi, mentre il restante 93,25% (senza considerare i 2 milioni di contribuenti fantasma, cioè quelli che non risultano al Fisco ma dovrebbero esistere) è completamente a carico delle altre categorie di lavoratori o ex lavoratori.