24 maggio 2022
Aggiornato 01:30
Governo Draghi

Catasto, a un passo dalla crisi di governo: Lega e Forza Italia, «no» a Mario Draghi

In una burrascosa seduta della commissione Finanze della Camera è venuto definitivamente al pettine il 'nodo' sull'articolo 6 della delega fiscale su cui da settimane c'è uno scontro alla maggioranza

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini Foto: ANSA

La questione del catasto è «dirimente. Se dovesse passare lo stralcio della norma sarebbe la fine dell'esperienza di governo». In una burrascosa seduta della commissione Finanze della Camera, con le parole della sottosegretaria all'economia Maria Cecilia Guerra è venuto definitivamente al pettine il 'nodo' sull'articolo 6 della delega fiscale su cui da settimane c'è uno scontro interno alla maggioranza.

Guerra, durante i lavori in commissione, ha messo in chiaro che l'esecutivo sul punto 'catasto' non intende fare alcuna marcia indietro e quando anzi ha chiesto di iniziare le votazioni proprio da lì, si sono sollevate le proteste dei partiti che puntano a cancellare la norma. Tanto che alla fine, dopo una sospensione e un ufficio di presidenza, si è deciso di rinviare la seduta a domani pomeriggio, con Forza Italia che ha assunto il difficile compito di tentare un'ulteriore mediazione.

A presentare la richiesta di stralcio dell'articolo 6 due emendamenti: un testo firmato da Lega, Fi, Fdi, Coraggio Italia e Noi con l'Italia e un altro testo di Alt, la componente del Misto in cui si trovano ex M5S.

Se oggi si fosse proceduto al voto in commissione, la richiesta di soppressione della norma sarebbe stata bocciata, ma sul filo, con un esito in parità: 22 a 22. Il presidente della commissione Finanze Luigi Marattin, in genere non vota ma come prassi di cortesia e non è una regola. Non c'erano in ogni caso le condizioni affinché la maggioranza non ne uscisse comunque con le ossa rotte. Domani si vedrà.

Marattin (Iv) si dice fiducioso che si troverà una soluzione per superare l'impasse: «Ne sono assolutamente convinto. Sto lavorando da giorni affinché si possa superare lo stallo».

La Lega sembra intenzionata a mantenere il punto e definisce «gravissimo l'aut-aut della sottosegretaria al Mef, Cecilia Guerra. Minacciare la crisi di governo qualora non si approvasse così com'è la riforma del catasto è da irresponsabili».

«Aspettiamo di vedere la proposta di riformulazione di Fi per un confronto politico nei gruppi con il governo», dice Gian Mario Fragomeli (Pd). «Fi si è impegnata ad individuare una formulazione - spiega Luca Pastorino (Leu) - i margini per una soluzione sul catasto sono molto stretti ma attendo di vedere il testo».

Alt potrebbe convergere sul tentativo di mediazione a cui sta lavorando Forza Italia, così come Coraggio Italia e Noi con l'Italia.

Forza Italia sottolinea la «necessità di un confronto con gli altri partiti della maggioranza, al fine di trovare una linea condivisa su una materia così delicata» e parla di un «opportuno rinvio perché ci sia almeno il minimo tempo necessario ad approfondire alcuni passaggi essenziali, al di là di incauti e illogici out out da parte di esponenti del governo».

L'articolo 6 della delega all'esame della commissione Finanze, prevede la riforma del sistema di rilevazione catastale degli immobili con l'obiettivo di offrire nuovi strumenti in mano ai comuni e all'Agenzia delle entrate nella lotta all'evasione. Nella delega si precisano i principi e i criteri che dovranno essere utilizzati per l'integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati, una mappatura che verrebbe resa disponibile a decorrere dal 1 gennaio 2026.

Intanto la conferenza dei capigruppo ha stabilito che la delega approderà nell'Aula di Montecitorio nella settimana dal 28 marzo.