17 novembre 2019
Aggiornato 17:30
L'intercettazione

Banca Etruria, un'altra tegola su Maria Elena: papà Boschi la coinvolge al telefono

Guai in vista per Maria Elena Boschi. Una telefonata che avrebbe avuto luogo il 3 febbraio 2015 tra suo padre e l'ex amministratore delegato di Veneto Banca la coinvolge nei guai di Banca Etruria

Maria Elena Boschi è stata coinvolta dal padre durante una conversazione avvenuta il 3 febbraio 2015.
Maria Elena Boschi è stata coinvolta dal padre durante una conversazione avvenuta il 3 febbraio 2015. ANSA

ROMA – Nuovi guai in vista per Maria Elena Boschi. La sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, nonché ex Ministro per le Riforme del governo Renzi, oggi è su tutte le prime pagine dei giornali per l'intercettazione di una conversazione telefonica avvenuta lo scorso 3 febbraio 2015 tra suo padre, Pier Luigi Boschi – all'epoca dei fatti vicepresidente di Banca Etruria che di lì a poco sarebbe stata commissariata – e il direttore di Veneto Banca – ad oggi in piena crisi con la Banca Popolare di Vicenza tanto che entrambe sono a un passo dal fallimento – Vincenzo Consoli. La conversazione è stata pubblicata dal Fatto Quotidiano ed è subito diventata virale. Anche perché Maria Elena Boschi ha sempre negato di essere stata coinvolta nelle faccende del papà, ma la telefonata in questione rivelerebbe esattamente il contrario.

Una telefonata scomoda
«Domani ne parlo con mia figlia, col presidente domani e ci si sente in serata». Con queste parole, stando al testo della conversazione pubblicata dal Fatto Quotidiano, Pier Luigi Boschi si sarebbe rivolto il 3 febbraio 2015 al direttore generale di Veneto Banca, Vincenzo Consoli. Il tono della voce è calmo, ma disperato nella sostanza. Perché Banca Etruria – di cui Boschi senior è vicepresidente – è in pessime acque tanto che solo una settimana dopo verrà commissariata dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, su proposta di Bankitalia. Papà Boschi sta cercando disperatamente un partner per trasformarsi in Spa ed evitare il peggio.

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Quando Boschi chiese aiuto a Consoli
Un mese e mezzo prima, infatti, il governo Renzi aveva varato il decreto sulle banche popolari obbligandole alla mutazione genetica. Pier Luigi Boschi sa perfettamente che Banca Etruria è a un passo dall'abisso e spera di trovare una ciambella di salvataggio in Veneto Banca. Nonostante tutte le smentite della ex ministra delle Riforme, la conversazione riportata dal Fatto lascerebbe quindi intendere che a Palazzo Chigi Maria Elena abbia cercato eccome di togliere le castagne dal fuoco al suo influente babbo. Perché Boschi senior farebbe riferimento proprio a lei e al «presidente» Matteo Renzi al telefono con Consoli.

Le accuse di Ferruccio De Bortoli
Non è la prima volta, d'altronde, che Maria Elena si ritrova ingarbugliata in faccende scomode da prima pagina. Vale la pena ricordare, infatti, che Ferruccio de Bortoli nel suo ultimo libro – Poteri forti (o quasi) – riferisce che la ex ministra del governo Renzi avrebbe chiesto al numero uno di Unicredit, Federico Ghizzoni, di intercedere per salvare proprio Banca Etruria. Ad oggi non risulta che l'ex amministratore delegato di Unicredit abbia smentito, mentre Maria Elena Boschi ha affidato all'avvocato Paola Severino l'incarico di querelare Ferruccio De Bortoli. Ma non sembra che la querela sia mai giunta a destinazione.