Ddl concorrenza, questa legge non s'ha da fare

I lavori parlamentari di questo disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il lontano 20 febbraio 2015, 838 giorni e ben 236 sedute parlamentari fa, non sono ancora finiti

Il Ddl Concorrenza continua ad avere un percorso molto accidentato e non si sa se e quando si concluderà.
Il Ddl Concorrenza continua ad avere un percorso molto accidentato e non si sa se e quando si concluderà. (ANSA/ALESSANDRO DIMEO)

ROMA - Nuovo impasse per il ddl Concorrenza. Il lungo cammino della prima legge annuale per la concorrenza, che va avanti ormai da due anni, ha subito un'altra battuta d'arresto. Più volte dato per morto e poi resuscitato, dopo ben 236 sedute parlamentari, il provvedimento è previsto approdare in Aula lunedì 26 giugno. Ma sono ancora tante le incognite. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha promesso che «la Sen e la concorrenza e qualche grande crisi aziendale, sono le cose che io devo assolutamente chiudere». Poi ha stigmatizzato chi corre verso le elezioni anticipate definendolo un «errore». Ma tant'è. Se la faccenda si ingarbuglia, anche il percorso del dl Concorrenza torna ad essere molto accidentato.

L'incognita del voto sulla legge elettorale
Queste sono ore delicate in attesa di vedere se l'accordo tra Pd, M5s, Lega e Fi può davvero reggere alla prova o se invece tramonterà presto l'ipotesi di elezioni anticipate. La fiducia sul provvedimento, conferma il presidente della commissione Attività produttive, Guglielmo Epifani, di Mdp, «è stata annunciata ma la decisione definitiva non è stata presa» dall'esecutivo. «Noi ci muoviamo sulla base della calendarizzazione in Aula. Le audizioni sono finite ieri. Poi ci saranno gli emendamenti che verranno votati", sostiene Epifani che su ulteriori slittamenti non si sbilancia.

Lo stop and go del dl Concorrenza
Il ddl è infatti in terza lettura e non appena arrivato a Montecitorio, sulla scia di un faticoso percorso in Senato durato nove mesi, tra stop and go, si è arenato di nuovo. Si è deciso di procedere ad un nuovo giro di audizioni che è terminato l'altroieri, dopo quelle già svolte nel primo passaggio alla Camera e poi a Palazzo Madama. Il termine per gli emendamenti non è ancora stato fissato ufficialmente e verrà stabilito in occasione della prossima riunione delle commissioni Finanze e Attività produttive, dopo il primo turno delle amministrative. Quando si voterà questo avverà comunque su proposte di modifica limitate poiché in terza lettura possono essere esaminati solo emendamenti su parti riviste in Senato.