22 settembre 2018
Aggiornato 00:00

Di Maio vuole smontare il «Salva Italia» di Monti: negozi chiusi la domenica per tenere unite le famiglie

«L’orario degli esercizi commerciali non può più essere liberalizzato come fatto dal governo Monti perché sta distruggendo le famiglie italiane»
L'ex premier Mario Monti
L'ex premier Mario Monti (Riccardo Antimiani | ANSA)

ROMA - La domenica tutti a casa, o dove volete voi. Ma sicuramente non a spasso a fare shopping. Questa l'idea di Luigi Di Maio, che da tempo, come alcuni suoi colleghi leghisti, meditava la chiusura dei negozi la domenica. «Sicuramente entro l’anno approveremo la legge che impone uno stop nei weekend e nei festivi a centri commerciali ed esercizi commerciali con delle turnazioni - ha spiegato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico - ma l’orario degli esercizi commerciali non può più essere liberalizzato come fatto dal governo Monti perché sta distruggendo le famiglie italiane». A margine della Fiera del Levante a Bari Di Maio spiega chiaramente che "bisogna ricominciare a disciplinare gli orari di apertura e chiusura». Un provvedimento teso a tenere unite le famiglie, insomma, troppo spesso costrette a stare separate da turni massacranti.

Cosa prevede il disegno di legge
Il disegno di legge della maggioranza, composto di due soli articoli, abroga i due articoli che hanno liberalizzato le aperture dei negozi e in particolare l'articolo 31 del cosiddetto «Salva Italia» varato dal governo Monti, che aveva introdotto su questo fronte la massima autonomia da parte degli esercizi. La norma attualmente in vigore prevede infatti che «le attività commerciali e somministrazione di alimenti e bevande sono svolte senza il rispetto di orari di apertura e di chiusura, dell'obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell'esercizio». Il nuovo testo reintroduce la chiusura domenicale obbligatoria e affida a comuni e regioni il compito di determinare il nuovo quadro delle regole, fissando un massimo di circa otto aperture straordinarie.

La proposta «Liberaladomenica» di Confesercenti e Cei
Positive le prime reazioni di alcune associazioni. «L'annuncio di una revisione della liberalizzazione entro l'anno è di grande importanza, i 150mila firmatari della proposta di legge 'Liberaladomenica' presentata da Confesercenti e Cei attendevano da cinque anni un segnale di attenzione», ha commentato il segretario generale di Confesercenti, Mauro Bussoni. «Ridiscutere con atteggiamento non ideologico il ruolo della distribuzione è un primo passo importante e condivisibile», ha sottolineato Enrico Postacchini, delegato per le politiche commerciali di Confcommercio.

Il no di Federdistribuzione
Di parere opposto invece Federdistribuzione, associazione che raggruppa centri commerciali e ipermercati: "Chiudere il commercio la domenica, che è diventata il secondo giorno per incasso dopo il sabato» avrebbe un «effetto negativo sui consumi, già fermi», mentre «i posti di lavoro a rischio, per l’intero settore, sarebbero tra i 30 e i 40 mila» afferma in una intervista al Corriere della Sera il presidente Claudio Gradara. «Sugli investimenti abbiamo già i primi segnali di grandi gruppi che, prima di andare avanti, vogliono capire come finirà questa storia. Avevamo già chiesto un incontro al ministro Luigi Di Maio ma finora – rileva – non siamo riusciti a parlare con lui». Quanto ai piccoli commercianti, favorevoli allo stop «partiamo dai numeri. Dal 2012, i piccoli esercizi che hanno chiuso sono l’1,9%: non mi pare una ecatombe considerando la crisi degli ultimi anni. E poi non è con il ritorno al passato che ci si può difendere». «Chiudere la domenica farebbe crescere ancora di più il commercio online».

Eurospin controcorrente
Eurospin si smarca invece da altri player del commercio, dicendosi a favore del piano di stop domenicale portato avanti dal ministro. Per esprimere la sua posizione la catena di discount ha acquistato una pagina sul Corriere della Sera, proprio il quotidiano che ospita una intervista al presidente dei Federdistribuzione. «Ci sembra importante prendere una posizione netta a favore della chiusura domenicale - affermano da Eurospin -. Siamo convinti che l'iniziale diminuzione delle vendite sarà presto compensata dall'apertura di nuovi negozi».