25 febbraio 2020
Aggiornato 13:30
Popolari venete

Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca alla resa dei conti: «Siamo nelle mani del Governo»

Il Mef ha concesso alla Banca Popolare di Vicenza la garanzia statale per ulteriori emissioni obbligazionarie fino a 2,2 miliardi ma non sarà facile rispettare la richiesta di Bruxelles

L'amministratore delegato di Veneto Banca Fabrizio Viola.
L'amministratore delegato di Veneto Banca Fabrizio Viola. ANSA

MILANO - «Siamo nelle mani del Governo».Così il presidente della Banca Popolare di Vicenza, Gianni Mion, prima dell'inizio del cda dell'istituto che si è svolto all'indomani del vertice al Mef sulla situazione delle banche venete e dopo la richiesta della Commissione europea all'Italia di reperire dai privati un miliardo di euro aggiuntivo per ottenere il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale delle due banche venete. Nel frattempo, il Mef ha concesso alla Banca Popolare di Vicenza la garanzia statale per ulteriori emissioni obbligazionarie fino a 2,2 miliardi di euro. Ma è difficile credere il Fondo Atlante, che ha già bruciato nell'affaire 3,5 miliardi di euro, possa farsi avanti un'altra volta.

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Padoan esclude il bail in
Pier Carlo Padoan ha garantito ieri che «l'ipotesi del bail in è esclusa». Il ministro dell'Economia ha ribadito che con Bruxelles «stiamo continuando a lavorare per una soluzione che metta in sicurezza le banche, che salvaguardi il risparmio e allo stesso tempo c’è una garanzia dal punto di vista della liquidità». Poi ha sottolineato che al momento «non c’è nessun problema di liquidità» e che il Governo conta «di arrivare a una soluzione consolidata in tempi brevi». Tuttavia, non si capisce quale possa essere la soluzione se ai privati l'Ue chiede un ulteriore sforzo da un miliardo di euro.

La speranza degli investitori stranieri
L'unica speranza per la Popolare di Vicenza e Veneto Banca potrebbe essere rappresentata da investitori stranieri interessati a salvare in extremis le «stargate» – dal gergo finanziario «pozzo senza fondo» perché spendono più di quanto guadagnano - del sistema bancario italiano. Le due banche sono sostanzialmente fallite e le loro prospettive di rilancio sono vicine allo zero. Soprattutto se si tiene conto della crisi di fiducia dei loro clienti verso gli istituti di credito. E' a rischio l'intera economia della regione, perché le due banche insistono sullo stesso territorio.

Mion: Siamo nelle mani del governo
E sulla Popolare di Vicenza e Veneto Banca aleggia più che mai, e nonostante le parole del numero uno del Mef, lo spettro del bail in. Il Fondo Atlante ha già dato, e in meno di un anno ha bruciato nella crisi delle due banche 3,5 miliardi di euro. Dovendo impegnarsi anche per il Monte Paschi Siena, non avrebbe in ogni caso le risorse economiche per provvedere al salvataggio. Neppure la mammella salvifica dello Stato italiano può fare più nulla, perché gli aiuti pubblici incorrerebbero nell'ira di Bruxelles. «Siamo nelle mani del Governo» ha detto stamani il presidente di Bpvi. Ma anche Gentiloni, stavolta, ha le mani legate.