23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Demografia

Come sarà la popolazione italiana del futuro? Più musulmana e meno cristiana

Oggi la popolazione italiana conta circa 60 milioni di abitanti, ma è destinata a diminuire significativamente nei prossimi anni e a cambiare composizione e distribuzione sul territorio nazionale

La presidente della Camera, Laura Boldrini.
La presidente della Camera, Laura Boldrini. ANSA

ROMA – La popolazione italiana è destinata a ridursi nel tempo. A spostarsi dal Sud verso il Centro-Nord del paese e a diventare sempre più cosmopolita e, in particolare, musulmana. Lo rivelano l'Istat, che oggi ha pubblicato le previsioni demografiche dello Stivale fino al 2065, e uno studio recentissimo del Pew Reserch Center.

Come cambierà la popolazione italiana
Oggi la popolazione italiana conta 60 milioni 579 mila residenti, 86 mila unità in meno rispetto all'anno scorso. I dati sono aggiornati al 1° gennaio 2017 dall'Istat e confermano il trend decrescente delle nascite sul territorio nazionale. I nuovi nati hanno registrato un altro record storico negativo: nel 2016 si sono fermati a 474mila unità. La fecondità totale dello Stivale è scesa infatti a 1,34 figli per donna (da 1,35 del 2015), ma non coinvolge le straniere (che invece hanno avuto in media 1,95 figli nel 2016 contro gli 1,94 figli del 2015). Anche per questo, l'Istituto nazionale di statistica prevede che nel 2065 la popolazione italiana sarà molto diversa da quella che riflette oggi la nostra identità.

Nel 2065 l'Italia avrà 7 mln di cittadini in meno
Innanzitutto, nel Belpaese ci saranno circa 7 milioni di cittadini italiani in meno. Nel 2065 scenderemo, infatti, a quota 53,7 milioni di abitanti. E sarà diversa anche la composizione demografica della nostra popolazione, nonché la distribuzione geografica sul territorio nazionale. Secondo lo scenario mediano immaginato dall'Istat, nel 2065 il Centro-nord raccoglierà il 71% dei residenti contro il 66% di oggi; mentre il Sud scenderà al 29% contro il 34% dei nostri giorni. Dovrebbe verificarsi, dunque, una significativa migrazione interna dal Meridione al Settentrione, ma parallelamente proseguirà anche quella verso l'estero che concorrerà alla diminuzione della popolazione attuale nei prossimi anni, insieme al calo delle nascite.

A Scandicci 1 cittadino su 10 è (già) straniero
Secondo l'Istat, infatti, le future nascite – neppure quelle straniere – saranno sufficienti a compensare i decessi. Allo stesso tempo, la composizione demografica della popolazione muterà in maniera significativa. Basti pensare che già nel 2015 circa un quarto dei nuovi nati nel Belpaese aveva almeno un genitore straniero: in totale avevano visto la luce 485.780 bambini e di questi 100.766 erano figli di stranieri. Particolarmente interessante è poi il dato che riguarda il comune toscano di Scandicci, dove nel 2016 1 cittadino su 10 è già di origine straniera e la percentuale dovrebbe aumentare ulteriormente e significativamente nel breve periodo per effetto della concessione delle nuove cittadinanze e dello Ius soli.

Il tasso di natalità è più alto nelle famiglie straniere
La natalità nei nuclei familiari dove almeno un genitore è straniero, infatti, è più alta di quella dove entrambi i genitori sono italiani. L'età media al parto delle donne straniere è molto più bassa di quella delle cittadine italiane: 28,7 anni contro 32,3 anni. E tendono a fare più figli nel corso della loro vita (1,95 contro 1,34 delle italiane). Alcune comunità poi, in particolare, sono molto feconde. Al primo posto per numero di figli iscritti in anagrafe si confermano le donne rumene (19.123 nati nel corso del 2015), seguite da quelle marocchine (11.888), albanesi (9.257) e cinesi (4.070). Queste quattro comunità raccolgono da sole circa il 47,0% delle nascite da madri straniere residenti in Italia.

Nel 2035 più musulmani e meno cristiani
Ma c'è anche un altro dato degno di nota. E riguarda il nostro prossimo futuro. Secondo un recentissimo studio del Pew Reserch Center, tra vent'anni il numero di nascite nelle famiglie musulmane supererà quello delle nascite nelle famiglie cristiane. Il rapporto in questione proietta sul 2035 il trend della natalità odierna nelle famiglie musulmane e individua entro i prossimi vent'anni il momento del sorpasso. Inoltre il gap sarebbe destinato ad allargarsi ulteriormente fino al 2065, quando i nuovi nati nelle famiglie musulmane supereranno di circa 10 milioni di unità quelli nati nelle famiglie cristiane. Ne consegue che anche l'identità del Belpaese ne verrà completamente stravolta.