25 giugno 2019
Aggiornato 06:00
Padoan presenta le novità del Def

La «manovrina» è servita. Il mantra di Padoan: privatizzazioni e nulla più

Il ministro dell'Economia ha anticipato alcune delle misure contenute nel Documento di Economia e Finanza, come il fondo per i terremotati e la riforma del catasto.

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.
Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. ( ANSA )

ROMA – Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, è intervenuto nel corso della riunione alla Camera con i deputati del Partito democratico e ha annunciato che le misure di correzione dei conti pubblici richieste da Bruxelles verranno varate insieme al Documento di Economia e Finanza, la cui approvazione è prevista entro il 10 aprile, o al massimo un paio di giorni dopo.

Sono in arrivo il Def e la manovra correttiva
Il governo Gentiloni si prepara a intervenire sullo 0,2% del Pil su indicazione dell'Ue, ma promette di stanziare un fondo per i terremotati da un miliardo di euro all'anno per i prossimi tre anni. La manovra di correzione dei conti potrebbe essere varata dal Consiglio dei ministri insieme al Documento di Economia e Finanza o pochi giorni dopo. E' quanto avrebbe detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ai deputati del Pd in occasione dell'assemblea del gruppo alla Camera. Lo hanno riferito alcuni partecipanti all'incontro.

Un piano di investimenti da 40 miliardi di euro
E il via libera del Def è atteso entro il 10 aprile, anche se le stime sul deficit/Pil non sono state ancora definite. Il governo starebbe inoltre lavorando alla messa a punto di un importante programma di investimenti con un decreto della Presidenza del Consiglio (Dpcm) del valore di 40 miliardi di euro destinato alle opere pubbliche per gli anni 2020-2030. Allo stesso tempo, però, Padoan si è detto contrario al blocco delle privatizzazioni, sottolineando tuttavia che si tratta di una posizione «a titolo personale». Il punto, ha precisato il ministro dell'Economia, è che da un lato «non è in discussione la perdita del controllo pubblico» e, d'altro canto, «si darebbe un cattivo segnale a Bruxelles e ai mercati».

Le privatizzazioni e la riforma del catasto
Le privatizzazioni, ha ricordato Padoan, «sono uno strumento che non serve solo alla riduzione del debito, ma anche all'efficientamento del sistema delle imprese». In ogni caso, gli eventuali «mancati introiti» si ripercuoterebbero sul percorso di riduzione del debito «e questo non sarebbe un buon segnale per i mercati». Il Governo starebbe però ragionando sulla riduzione del cuneo fiscale. «E' certamente un tema alla nostra attenzione - ha spiegato il numero uno del Mef - ma come ogni riduzione di tasse per essere credibile ha bisogno di risorse». Nell'agenda dell'Esecutivo ci sarebbe anche la riforma del catasto, nonostante l'opposizione di alcuni esponenti del Pd che oggi avrebbero lanciato un appello al responsabile del ministero dell'Economia per chiedergli di rinunciare alla riforma.