28 settembre 2022
Aggiornato 20:30
Legge di Bilancio

Fisco, quell'imposta «occulta» sulle partite IVA per racimolare 2 miliardi di euro

Con la legge di Bilancio 2017 aumentano gli adempimenti fiscali per le partite IVA, che diventano 8. Le associazoni dei professionisti sono contrarie alla «trimestralizzazione» dello spesometro, ma il governo ha deciso altrimenti

ROMA – Più adempimenti fiscali per le partite IVA, che sono una delle categorie più penalizzate dalla legge di Bilancio 2017. Il decreto fiscale al vaglio del Senato prevede, infatti, un carico di 8 nuovi adempimenti che si aggirano sui 480 euro annui per il 2017, ma salgono a 720 euro annui per il 2018. Un salasso vero e proprio che serve al governo per recuperare 2 miliardi di euro, necessari per far quadrare i conti della manovra finanziaria.

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Aumentano gli adempimenti fiscali per le partite IVA
E' la vecchia storia della coperta troppo corta. Le risorse non bastano per far quadrare i conti della manovra finanziaria e il governo deve recuperare circa 2 miliardi di euro. Ecco allora che spuntano ben 8 nuovi adempimenti fiscali per le partite IVA, una delle categorie di lavoratori più penalizzate dagli effetti della crisi economica. Lo prevede il decreto fiscale che è stato nei giorni scorsi approvato dalla Camera e ora aspetta l'ok del Senato. Gli adempimenti fiscali per le partite IVA salgono così a 480 euro l'anno per il 2017 e raggiungono i 720 euro l'anno per il 2018. Un salasso vero e proprio.

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La «trimestralizzazione» dello spesometro
In pratica, con la nuova normativa, il governo Renzi sta realizzando la «trimestralizzazione» dello spesometro trasformando una scadenza fiscale annuale in quattro costi su base trimestrale. Inoltre, le partite IVA dovranno comunicare i dati delle liquidazioni periodiche al massimo ogni tre mesi. Proprio da questi nuovi adempimenti l'Esecutivo spera di ricavare quei famosi 2 miliardi di euro. I liberi professionisti si sono di fatto trovati tra l'incudine e il martello: da un lato il governo Renzi intenzionato a non alzare le tasse per conquistare il favore degli elettori, dall'altro le esigenze di cassa dell'Agenzia delle Entrate. E con un debito pubblico in aumento e una crescita economica ferma allo zero virgola non c'erano troppi margini di manovra per trovare le coperture necessarie per la legge di Bilancio.

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Un governo forte con i deboli e debole con i forti?
Vien da pensare, tuttavia, che il governo preferisca essere debole con i forti e forte con i deboli, visto che con la «finanziaria» ha concesso molto ai pensionati (una delle categorie con maggiore peso specifico in prossimità di tornate elettorali) e penalizzato ulteriormente le partite IVA che hanno già meno diritti rispetto alle altre categorie di lavoratori. Le associazioni dei professionisti lamentano problemi significativi perché quelle scadenze fiscali che andavano onorate una volta l'anno ora diventano trimestrali. L'Agenzia delle Entrate spiega che un maggiore invio di dati con frequenza trimestrale invece che annuale servirà a combattere l'evasione fiscale, ma i professionisti lamentano il rischio di ritrovarsi con un calendario troppo fitto di scadenze e troppe tasse da pagare.