15 ottobre 2019
Aggiornato 20:00
Crisi Mps

Mps, raffica di vendite per il bond subordinato 2018. L'Ue non esclude il bail in

Prosegue la discesa del bond subordinato Mps 2008-2018 sottoscritto da 37mila piccoli risparmiatori e preoccupano le parole della responsabile dell'Autorità di risoluzione delle crisi dell'Unione Europea, Elke Koenig, che non esclude il bail in

SIENA – Prosegue la discesa del bond subordinato 2008-2018, uno degli 11 titoli oggetto dell'offerta volontaria di conversione alla pari in nuove azioni Mps promossa nei giorni scorsi dall'istituto senese. Ma destano preoccupazione le parole della responsabile del Comitato di risoluzione unico (SRB) dell'Unione bancaria europea, che non esclude il ricorso al bail in per la crisi del Monte Paschi.

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La discesa del bond subordinato 2008-2018
Prosegue la discesa del bond subordinato Mps 2008-2018, uno dei titoli oggetto dell'offerta volontaria di conversione in nuove azioni Mps promossa dall'istituto senese. Come noi del Diariodelweb abbiamo già avuto modo di raccontare, l'operazione partirà a fine mese e sarà fondamentale per il buon esito della ricapitalizzazione della banca più antica del mondo. Nel complesso, su circa 4,3 miliardi di euro di obbligazioni ammesse alla conversione, circa 2 miliardi sono rappresentati da questo bond. Mps 2008-2018 era stato sottoscritto per 2,1 miliardi da circa 37mila piccoli, tra i possessori anche clienti, dipendenti e pensionati Mps, e molti di loro concentrati in Toscana. Il taglio minimo di mille euro lo rendeva infatti adatto a quasi tutte le tasche.

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I volumi degli scambi sono sostenuti
Si trattava di un collocamento di bond piuttosto innovativo, tanto che sulla rischiosità dello strumento, a pagina 17 del prospetto, Mps ricordava che «di recente non sono state emesse obbligazioni bancarie caratterizzate del medesimo grado di subordinazione destinate al retail». Sulla piattaforma DDT di Mps Capital Service, che in qualità di market maker deve assicurare la liquidità del titolo agendo come controparte dei risparmiatori, il titolo ha segnato un ultimo contratto al prezzo di 60 euro. Il calo è del 7,3% nonostante la proposta di conversione preveda la valorizzazione del bond a 100 euro rispetto agli attuali 60 euro. Piuttosto sostenuti i volumi, ieri gli scambi erano stati pari a 2,9 milioni di pezzi.

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Per la crisi di Mps non si esclude il bail in
Oggi, a fine mattinata, si viaggia, in base ai dati forniti dalla piattaforma DDT, a quota 1 milione di pezzi. Si tratta di volumi piuttosto robusti rispetto alla media giornaliera degli scambi su questo titolo. Un segno che probabilmente sta aumentando l'attività dei piccoli risparmiatori, soprattutto dal lato della vendita, perché in due giorni il bond accusa una flessione dell'11%. Tuttavia, la strada per il salvataggio del Monte Paschi continua ad essere in salita. Tanto da destare la preoccupazione del Comitato di risoluzione unico (SRB), ossia la nuova autorità di risoluzione delle crisi dell'Unione bancaria europea, istituita lo scorso gennaio 2015. La sua direttrice, Elke Koenig, ha definito «molto impegnativo» il piano di salvataggio, tanto da non escludere il ricorso al bail in se l'operazione dovesse avere esito negativo. «Occorre essere pronti per ogni evenienza», ha sottolineato la Koenig.