19 aprile 2019
Aggiornato 06:00
Crisi Mps

Mps, la Fondazione candida Alessandro Falciai: ecco chi è il futuro presidente

La Fondazione del Monte dei Paschi vuole Alessandro Falciai alla presidenza della banca più antica del mondo. Dalla Millennium Partecipazioni alla scelta di puntare su Mps, ecco la parabola dell'erede di Tononi

MILANO – Un ingegnere aerospaziale e top manager con trascorsi in Mediaset alla presidenza dell'istituto di credito più antico del mondo. Alessandro Falciai sarà il nuovo presidente di Mps in sostituzione di Massimo Tononi, che aveva annunciato il suo addio già a metà settembre. A ufficializzare oggi la candidatura dell'imprenditore livornese, azionista dello stesso Monte dei Paschi con l'1,8% e membro del Cda della banca dall'aprile 2015, è la Fondazione di Rocca Salimbeni.

Il nuovo presidente del Monte dei Paschi
La Fondazione Monte dei Paschi di Siena vuole Alessandro Falciai alla presidenza della banca più antica del mondo. L'ente, che detiene circa l'1,5% di Rocca Salimbeni, ha spiegato in una nota di aver identificato in Falciai il candidato ideale con il supporto dell'advisor Spencer Stuart e ha reso noto che proporrà il nominativo all'assemblea convocata per il prossimo 24 novembre. Nello stesso giorno gli azionisti voteranno anche il terzo aumento di capitale della banca. Un piano di rafforzamento da 5 miliardi di euro necessario per la messa in sicurezza dell'istituto senese (LEGGI ANCHE "Mps, quel misterioso aumento di capitale... ma chi mette i soldi?").

Chi è Alessandro Falciai
Alessandro Falciai ha cinquantacinque anni, è livornese e discendente di una famiglia di ammiragli. Ingegnere aerospaziale, imprenditore e top manager della controllata Mediaset, Elettronica Industriale. La sua parabola ascendente iniziò con la creazione della Digital Multimedia Technologies, proprietaria di torri di trasmissione televisiva, e quotata in borsa nel 2004. Nel 2012 Falciai ha deciso di vendere la sua quota di controllo, il 39%, alla Ei Towers di Silvio Berlusconi, scegliendo di diversificare i suoi investimenti.

La Millennium Partecipazioni e l'investimento in Mps
Nel 2013 ha acquistato il cantiere nautico "Mondomarine" poi è stata la volta dei Cantieri di Pisa. Con la sua Millennium Partecipazioni spazia dal private equity (biotech, staminali, cantieri navali) al settore immobiliare fino alle partecipazioni (Mps, Fiat, Gazprom). Nel 2014 ha deciso di investire nel Monte dei Paschi (LEGGI ANCHE "Mps, un disastro europeo nato molti anni fa, usato oggi per salvare Deutsche Bank") e ha messo sul piatto 150 milioni di euro. Non a fondo perduto, s'intende. Da abile uomo d'affari qual è, Falciai si è dotato di una rete di sicurezza acquistando uno strumento finanziario chiamato «collar», che limita le perdite (e i profitti) introducendo un tetto del 15%: non può perdere (né guadagnare) più del 15% della cifra investita. Utilizzando questo strumento, il futuro presidente di Mps ha portato la sua quota nell'istituto sopra l'1,8%, investendo in azioni, e ha ottenuto tre consiglieri di amministrazione – più il suo posto - nel Cda della banca senese.

Da consigliere di amministrazione a presidente
In questo modo si è fatto largo nel Monte dei Paschi fino ad avere a tiro la poltrona di presidente della banca più antica del mondo. «La mia non è una posizione speculativa mordi e fuggi, ma è un investimento a lungo termine», aveva ripetuto spesso Falciai negli ultimi tempi. Ed evidentemente aveva da un bel pezzo le idee piuttosto chiare. «Considerato l'alto profilo della candidatura e anche l'approfondita conoscenza della banca che Falciai ha acquisito negli ultimi anni in qualità di consigliere, nonché di presidente del comitato nomine – ha sottolineato la Fondazione - si ritiene che su tale nominativo possa convergere un ampio consenso dei soci di Mps». Non è escluso, tuttavia, che quella di Falciai possa essere una candidatura ponte in vista di possibili nuovi assetti futuri.