20 aprile 2021
Aggiornato 18:00
Addio Equitalia

Rottamazione cartelle Equitalia, come aderire alla sanatoria e cosa bisogna sapere

Il decreto fiscale contenuto nella legge di Bilancio è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale e i cittadini hanno tempo fino al 23 gennaio 2017 per presentare le domande e aderire alla rottamazione delle cartelle di Equitalia

ROMA - I contribuenti avranno tempo fino a lunedì 23 gennaio per presentare le domande per aderire alla nuova rottamazione delle cartelle, prevista dal decreto fiscale. Il provvedimento, collegato alla manovra, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale e decorrono da oggi i termini stabiliti per la sanatoria. Ecco cosa fare per non avere problemi con la nuova Agenzia Riscossione.

La rottamazione delle cartelle di Equitalia
Il decreto concede ad Equitalia 15 giorni (cioè entro lunedì 7 novembre) per pubblicare sul proprio sito internet le modalità e la modulistica necessaria per inviare l'istanza. Mentre entro il «novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore» del decreto i contribuenti dovranno manifestare la loro volontà di avvalersi di questa possibilità: il novantesimo giorno cade di domenica e dunque l'istanza dovrà essere inviata entro lunedì 23 gennaio.

La nuova cartella arriverà entro aprile 2017
Prima di procedere alla rottamazione della cartella, il contribuente dovrà comunque attendere che Equitalia ricalcoli il debito alla luce degli sconti che la sanatoria concede. L'attesa non sarà infinita e la nuova cartella dovrà arrivare entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, cioè, calendario alla mano, entro venerdì 21 aprile 2017. La comunicazione riguarderà l'ammontare complessivo del debito ricalcolato, quello delle singole rate (saranno massimo quattro) e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse.

Come e quando pagare il debito ricalcolato
In ogni caso le prime due rate saranno più corpose (pari a un terzo ciascuna), la scadenza della terza rata non potrà superare il 15 dicembre 2017 e l'ultimo pagamento dovrà avvenire entro il 15 marzo 2018. Il decreto prevede la possibilità di rottamare i ruoli affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2015. Chi aderirà si vedrà abbonate le sanzioni, gli interessi di mora nonché le sanzioni e le somme aggiuntive su premi e contributi previdenziali. Il contribuente dovrà pagare solo le imposte o i contributi inizialmente non versati con l'aggiunta degli interessi legali dello 0,2%.

Rischio caos per i Comuni
Saranno comunque dovuti l'aggio della riscossione e le spese di notifica. Per le multe del Codice della Strada la sanatoria viene limitata agli interessi e alle somme aggiuntive per i ritardati pagamenti. Chiunque pagherà in ritardo o meno del dovuto si vedrà decadere dalla procedura agevolata e quanto avrà versato sino a quel momento verrà considerato solo un acconto sul vecchio debito che tornerà a vivere senza la possibilità di ottenere nuove dilazioni in futuro. Rischio caos invece per i Comuni che riscuotono multe e tasse locali in proprio: questi utilizzano le ingiunzioni di pagamento e non il ruolo, mentre la rottamazione prevista dal decreto, al momento, è limitata alle somme iscritte a ruolo, modalità adottata da Equitalia.