15 novembre 2019
Aggiornato 21:30
Il nuovo metodo di calcolo

Crisi, ISEE e disabilità: perché le novità del 2016 rischiano di favorire i più ricchi a discapito dei più poveri

L’ISEE è uno strumento importante nella lotta all'evasione fiscale e in quella per il perseguimento dell'equità sociale. Ma le novità introdotte dal governo Renzi potrebbero aggravare le condizioni economiche delle famiglie con i redditi più bassi

Il nuovo metodo di calcolo dell'ISEE potrebbe avvantaggiare i nuclei familiari più benestanti.
Il nuovo metodo di calcolo dell'ISEE potrebbe avvantaggiare i nuclei familiari più benestanti. Shutterstock

ROMA – I nuovi criteri introdotti dal Governo per il calcolo dell'ISEE, cioè l'indicatore della situazione economica equivalente, potrebbero favorire le famiglie più ricche a discapito di quelle più povere. Ecco perché.

Che cos'è l'indicatore della situazione economica
L’ISEE, cioè l'indicatore della situazione economica equivalente, è uno strumento importante nella lotta all'evasione fiscale e in quella per il perseguimento dell'equità sociale. Dovrebbe garantire una redistribuzione delle risorse economiche nazionali mirata a sostenere e supportare le fasce più deboli della popolazione. E' basato su due componenti: i redditi e il patrimonio, che si riferiscono ai soggetti che fanno parte di uno stesso nucleo familiare.

La decisione del Consiglio di Stato
Durante lo scorso mese di febbraio, tre sentenze del Consiglio di Stato hanno annullato alcune disposizioni per il calcolo dell'ISEE in seguito alla presentazione di alcuni ricorsi da parte di associazioni per la tutela dei diritti dei disabili. A seguito della decisione del CdS, il Governo Renzi, con la legge n.89/2016, ha ripristinato la vecchia definizione di reddito disponibile familiare, dalla quale sono ora esclusi tutti «i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari (…), laddove non rientranti nel reddito complessivo ai fini dell’Irpef», ed ha apportato alcune modifiche alla normativa in materia.

Le novità sul calcolo dell'ISEE
Ma il rischio è che i nuovi criteri del calcolo dell'ISEE avvantaggino le famiglie più ricche a discapito di quelle più povere. Come sottolineano Manuel Reverberi e Andrea Trapani nell'articolo pubblicato su Lavoce.info, infatti, il nuovo quadro normativo prevede alcune rettifiche rispetto al passato e in particolare:

  1. La mancata inclusione di pensioni e indennità legate alla disabilità nel calcolo del reddito disponibile familiare;

  2. L’abbandono del sistema di franchigie e deduzioni per le famiglie con disabili, incluse le spese connesse con la condizione di disabilità o non autosufficienza;

  3. La maggiorazione del coefficiente di equivalenza di 0,5 per ogni componente disabile.

L'effetto collaterale delle rettifiche
L'effetto di queste novità nel calcolo dell'ISEE però potrebbe dar luogo ad un impatto negativo proprio per i nuclei familiari più poveri e con soggetti disabili. Infatti, secondo lo studio degli autori dell'articolo, sembra che le rettifiche approvate dal Governo determinino un calo generalizzato significativo del livello dell'indicatore per le famiglie, addirittura pari al 20%, e un corrispondente aumento del numero di Isee medio-bassi. I correttivi introdotti portano a una riduzione dell'ISEE per circa il 72% dei nuclei familiari con disabili, tuttavia, a beneficiare maggiormente delle rettifiche sarebbero «quelli più ricchi rispetto a quelli con un reddito medio-basso».

Più vantaggi per i nuclei familiari con reddito medio-alti
Per chiarire meglio la questione possiamo fare l'esempio di due famiglie composte entrambe da quattro soggetti, tra i quali un minore disabile. La famiglia A ha un reddito complessivo di 100.000 euro, mentre la famiglia B un reddito complessivo di 20.000 euro. Il paradosso delle nuove regole consiste nel fatto che se da un lato determinano una riduzione ISEE per le famiglie più benestanti (la famiglia A), dall'altro possono determinare anche un aumento dell'ISEE per quelle più povere (la famiglia B).

Cosa cambia rispetto al passato
Questo effetto collaterale negativo si verifica quando «il valore delle deduzioni di cui si sarebbe beneficiato con il vecchio regime superi in maniera significativa l’ammontare delle prestazioni socio-assistenziali legate alla disabilità». In parole povere, il vecchio metodo di calcolo dell'ISEE garantiva alle famiglie con reddito medio-basso un sistema di franchigie più vantaggioso di quanto oggi viene determinato con la maggiorazione del coefficiente di equivalenza di 0,5 per ogni componente disabile. Quest'ultimo, infatti, avvantaggia notevolmente gli Isee medio-alti (cioè nel nostro esempio la famiglia A) rispetto a quelli medio-bassi (la famiglia B).

Buttar via il bambino con l'acqua sporca
Neppure il precedente metodo di calcolo dell'ISEE era perfetto, presentava anzi molteplici criticità: come l'impossibilità per le famiglie incapienti di sottrarre le spese sanitarie, mediche e di assistenza specifica. E per questa ragione le associazioni per la tutela dei diritti dei disabili avevano fatto ricorso al TAR del Lazio. Ma il pronunciamento del CdS e le modifiche apportate dal governo Renzi alla normativa che disciplina la materia anziché migliorare la situazione sembra l'abbiano addirittura peggiorata. In pratica hanno buttato via il bambino con l'acqua sporca.