8 marzo 2021
Aggiornato 23:00
I dati dell'INPS

Lavoro, nel 2016 le assunzioni stabili crollano e i voucher decollano

Il boom dei voucher non si ferma, a fronte del crollo delle assunzioni a tempo indeterminato. I contratti a tempo determinato invece sono in linea con il 2015, ma il saldo annualizzato tra assunzioni e cessazioni è inferiore all'anno scorso.

ROMA - I dati dell'Osservatorio sul precariato dell'Inps, relativo al periodo gennaio-maggio 2016, sono una doccia fredda per il Belpaese. Le assunzioni stabili registrano una drastica riduzione e a prendere il volo sono invece i voucher, la nuova frontiera del precariato nazionale.

Il boom dei voucher non si ferma
Nel suo Osservatorio sul precariato relativo al periodo gennaio-maggio, l'Inps ha rilevato che sono stati venduti 56,7 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto ai primi cinque mesi del 2015, pari al +43%. Nello stesso periodo del 2015, la crescita dell'utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 75,2%. La loro crescita vigorosa non si arresta, anzi è la nuova frontiera del precariato nazionale, il riflesso del tracollo delle assunzioni a tempo indeterminato nello stesso lasso periodo.  

Il crollo delle assunzioni a tempo indeterminato
Da gennaio a maggio 2016, infatti, le assunzioni sono risultate 2.076.000, con una riduzione di 263.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015: il risultato è pari a un 11,2% in meno. Questo rallentamento ha coinvolto essenzialmente i contratti a tempo indeterminato - 280.000, pari al -34% - sui primi cinque mesi del 2015. Secondo l'Inps, «Il calo è da ricondurre al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, quando dette assunzioni potevano beneficiare dell'abbattimento integrale dei contributi previdenziali» a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni.

I contratti a tempo determinato sono in linea con il 2015
Ora che gli sgravi fiscali si sono esauriti, anche dei loro benefici effetti non c'è quasi più traccia. E analoghe considerazioni possono essere sviluppate in relazione alla contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-37%). Per i contratti a tempo determinato, invece, nei primi cinque mesi del 2016 si registrano 1.441.000 assunzioni, in linea con gli anni precedenti (+ 0,6% sul 2015, e + 1,2% sul 2014). Quanto alle assunzioni con contratto di apprendistato, queste sono state 90.000, con un incremento del 10,4% sul 2015 e le cessazioni complessivamente risultano diminuite dell'8,9%.

Il saldo annualizzato tra assunzioni e cessazioni
Nei primi cinque mesi del 2016, in relazione ai datori di lavoro privati, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +436.000, inferiore a quello del corrispondente periodo del 2015 (+538.000) e superiore a quello registrato nei primi cinque mesi del 2014 (+ 385.000). Su base annua, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) a maggio 2016 risulta positivo (+ 514.000), anche se inferiore rispetto al valore massimo registrato a dicembre (+ 616.000). Per i contratti a tempo indeterminato, il saldo annualizzato a maggio 2016 è pari a + 621.000.