19 giugno 2019
Aggiornato 04:30
Gas | Infrastrutture

Putin: «South Stream o Turkish Stream progetti non archiviati»

Ma per il Presidente russo «c'è bisogno di una posizione chiara dell'Unione Europea». South Stream è stata la prima idea di gasdotto, nata da un'iniziativa di Gazprom e dell'italiana Eni, oltre 10 anni fa. L'AD Snam Alverà: «Per sviluppo mercato UE completare interconnessioni».

MOSCA - La Russia non ha abbandonato l'idea di una via sud del gas verso l'Europa, che sia South Stream o Turkish Stream. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, precisando che però «c'è bisogno di una posizione chiara della UE». Precisando successivamente che «se l'Europa abbandona, il gas russo russo cercherà altri mercati».
South Stream è stata la prima idea di gasdotto, nata da un'iniziativa di Gazprom e dell'italiana Eni, oltre 10 anni fa e poi apparentemente naufragata e sostituita dal progetto russo-turco Turkish Stream, a sua volta accantonato da Mosca dopo la rottura dei rapporti diplomatici con Ankara a seguito dell'abbattimento turco di un jet militare russo al confine con la Siria.
Inizialmente, in una delle prime versioni di South stream, un braccio avrebbe dovuto portare sino in Israele. Oggi Putin parlava a seguito di un incontro con il premier dello Stato ebraico Benjamin Netanyahu.

Alverà: per sviluppo mercato Ue completare interconnessioni
Siamo vicini ad avere un mercato europeo del gas sufficientemente liquido ma restano da completare «tre o quattro progetti» di interconnessione cui serve dare priorità. Lo ha detto l'amministratore delegato di Snam, Marco Alverà, nel corso di un'audizione alla Camera.
«Al mercato unico ci si arriverà con le forze di mercato - ha detto - ci siamo vicini ma servono quei tre o quattro progetti cui va data priorità e che vanno completati come la connessione tra Francia e Spagna, il completamento del reverse flow in modo che l'Italia possa essere un paese esportatore e la connessione con i paesi dell'est che oggi hanno un unico fornitore».

Serve più capacità di stoccaggio
Necessaria anche sul fronte della sicurezza, secondo Alverà, «più capacità di stoccaggio in alcuni paesi, probabilmente vicino ai rigassificatori. E potrebbe essere un'idea creare una riserva strategica europea per liberare gas dove dovesse servire».
Per quanto riguarda infine il regolamento europeo sulla sicurezza che individua dei piani di emergenza su scala regionale, secondo l'ad di Snam ha detto che «serviranno una serie di accordi tra paesi anche fuori da queste aree. Quella che ci riguarda (Italia insieme ad Austria e Ungheria) non è sufficiente a garantire la sicurezza. Si potrebbe prevedere di lasciar a ciascuno stato membro il compito di definire accordi anche con altri paesi fuori da queste aree in caso di crisi».