28 febbraio 2020
Aggiornato 04:00
Previdenza

Si scalda il fronte pensioni

Dopo che il premier Matteo Renzi ha precisato che modifiche sulla flessibilità in uscita ci saranno solo a costo zero per lo Stato. Il Mef oggi ha impresso uno stop anche al percorso avviato dalla commissione Lavoro della Camera sulla settima salvaguardia per gli esodati e sulla cosiddetta Opzione donna

Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti
Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti ANSA

ROMA (askanews) - Si scalda il fronte delle pensioni, dopo che il premier Matteo Renzi ha precisato che modifiche sulla flessibilità in uscita ci saranno solo a costo zero per lo Stato. Il Mef oggi ha impresso uno stop anche al percorso avviato dalla commissione Lavoro della Camera sulla settima salvaguardia per gli esodati e sulla cosiddetta Opzione donna: il ministero dell'Economia ha affermato, secondo quanto riferito dal presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano, che non ci sono le coperture poiché i risparmi delle precedenti salvaguardie sono tornati allo Stato e sull'Opzione donna servirebbero, a detta dell'Inps, 2 miliardi di euro fino al 2023. Una cifra che Damiano definisce «esagerata».
Per Damiano si tratta di una posizione «inaccettabile» che non si basa su dati di «realtà» e che apre una «questione politica» che deve essere risolta dal governo. Anche perché «come noi la pensa il ministero del Lavoro», ha detto Damiano al termine di una riunione a Montecitorio con il Mef, il ministero del Lavoro, l'Inps e la Rgs su questi due temi.

Il comunicato congiunto Mef e Ministero del Lavoro

Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, e il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, «stanno seguendo in prima persona le attività di valutazione delle possibili soluzioni ai problemi più urgenti di specifiche categorie di lavoratori» si legge nella nota in merito alle questioni esodati e opzione donna. «Valutazioni che riguardano stime sul numero dei soggetti interessati, sugli oneri per la finanza pubblica nel tempo, le risorse necessarie a finanziare gli eventuali interventi». La conferenza di servizio che raccoglie Mef, Lavoro e Inps allo scopo di elaborare le informazioni necessarie per le valutazioni del Governo è stata aperta lunedì 7 settembre e si concluderà nei prossimi giorni.
Il presidente della commissione Lavoro Damiano ha puntualizzato che se il nodo politico non verrà risolto «si apre una stagione di conflitto politico parlamentare su una questione delicata come quella delle pensioni che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, le loro speranze e l'aspettativa di avere una equa soluzione».
All'attacco subito M5S che parla di «scippo di risorse» e «governo spaccato» e la Lega accusa il governo di «vergogna senza precedenti». In conferenza dei capigruppo, Arturo Scotto di Sel sostenuto anche da Renato Brunetta di Fi, ha chiesto che il ministro dell'economia sul caso esodati venga a riferire in Aula.

Anche la Cgil parla di scippo

«E' intollerabile che, a fronte di un dramma ancora non risolto quale è quello degli esodati, il ministero dell'Economia comunichi di aver incamerato le risorse del Fondo relativo» afferma il segretario confederale, Vera Lamonica, sottolineando che le sei salvaguardie effettuate e per le quali sono stati stanziati quasi 12 miliardi non sono sufficienti a coprire tutta la platea degli interessati. «Secondo i dati Inps - continua Lamonica - restano fuori altri 49.500 lavoratori» e su «quei 12 miliardi è stato effettuato un risparmio di almeno 3: è scandaloso che oggi si dica che sono stati utilizzati per altri fini».
La Cisl, per bocca del segretario confederale Maurizio Petriccioli, sottolinea che «occorre approvare rapidamente la settima salvaguardia per gli esodati perché le risorse ci sono già e non possono essere distratte per altri scopi».
Sulla stessa linea anche la Uil. «Bisogna fare la settima salvaguardia - afferma il segretario confederale Domenico Proietti - per i lavoratori esodati. Le risorse ci sono e vanno utilizzate quelle risparmiate nelle precedenti salvaguardie. E' gravissimo se il Mef destina altrove quelle risorse».