24 agosto 2019
Aggiornato 07:00
Contro l'ingiustizia del governo Renzi

Pensioni, l'Uil scende in piazza dall'1 all'8 agosto

Il sindacato offre assistenza legale gratuita in 50 piazze italiane per tutti i ricorsi sulla mancata rivalutazione delle pensioni

ROMA - Il decreto del Governo Renzi, che prevede il rimborso parziale ai pensionati cui era stato bloccata la perequazione dall'esecutivo guidato da Mario Monti, e che la Consulta ha dichiarato incostituzionale, «non ristabilisce il diritto alla rivalutazione delle pensioni e restituisce solo in minima parte il maltolto a milioni di pensionati». Lo sottolinea uno studio del servizio politiche previdenziali della Uil, secondo cui i rimborsi che saranno erogati il primo agosto variano tra il 10,82% (pari 471,76 euro) al 32,7% (pari a 796,25 euro) rispetto a quanto dovuto.

L'iniziativa della Uil: Gazebo in piazza il 1 e l'8 agosto
«E' una grandissima ingiustizia contro la quale la Uil e la Uil pensionati si sono battute e continueranno a battersi - dicono il segretario confederale Domenico Proietti e il leader dei pensionati della Uil, Romano Bellissima - si sono privati milioni di pensionati di risorse legittime che potevano utilmente sostenere la ripresa dei consumi e aiutare i primi segnali di ripresa dell'economia italiana. Sosterremo in tutte le sedi la necessità di ripristinare al più presto il diritto alla rivalutazione delle pensioni sancito dalla Corte costituzionale». E' per questo che l'Uil si mobiliterà in oltre 50 piazze italiane, da Nord a Sud fino alle isole, per fornire assistenza gratuita a chi vorrà avviare un ricorso alla magistratura contro il governo che, ancora una volta, volta le spalle alle categorie più deboli. I gazebo saranno allestiti nelle principali mete turistiche della Penisola sabato 1 agosto, in concomitanza con l'erogazione dei parziali rimborsi dell'Inps, e l'8 agosto.

Combatteremo questa grandissima ingiustizia
Il segretario generale dell'Ugl, Paolo Capone, spiega che «abbiamo dato il via a questa iniziativa perché il governo, con prepotenza inaudita, ha aggirato e in larga parte cancellato la sentenza della Corte Costituzionale con il famigerato decreto Poletti. Il rimborso che verrà offerto ai pensionati, come recita il nostro slogan, è solo una parte di ciò che spetta loro di diritto. Non resta altro che ricorrere alle vie legali». "A beneficiare del cosiddetto 'bonus Poletti' - prosegue il sindacalista - saranno soltanto 3,7 milioni di pensionati su una platea di 16,4 milioni, ovvero chi ha un reddito lordo compreso tra tre volte il minimo (circa 1400 euro lordi), e sei volte il minimo (circa 2.805 euro). Inoltre la differenza totale tra ciò che spetta di diritto alla categoria, e ciò che invece verrà effettivamente rimborsato, oscilla tra un minimo di 730 euro fino a circa 2.100 euro a persona. Non possiamo restare fermi a guardare quest'ingiustizia».