14 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Geopolitica

L'Ue vuole dire addio al gas russo grazie al Gnl americano

Durante l'incontro fra il ministro dello Sviluppo Guidi e il commissario all'Energia Cañete si è «discussa la situazione degli approvvigionamenti europei, anche alla luce dei recenti annunci di nuovi progetti di importazione di metano da Mosca. E' stata rilevata la forte importanza di uno sviluppo dell'uso del Gas liquefatto nell'ambito del rafforzamento del mercato unico dell'energia»

ROMA – L'Unione europea sembra aver deciso di volere sostituire le importazioni di gas dalla Russia, che per l'Italia soddisfano il 47 per cento del fabbisogno nazionale di metano, con il Gas naturale liquefatto (Gnl), materia prima con la quale gli Usa hanno recentemente annunciato di voler «inondare» il mercato dell'energia mondiale e in particolar modo quello europeo. Gli Stati uniti infatti puntano a esportare quantità «paragonabili a quelle del più grande produttore di Gnl del Pianeta, il Qatar» viste le grandi riserve di gas naturale che stanno accumulando grazie alla controversa tecnica di estrazione del fracking.

IMPORTANZA DI GNL PER UE - La nuova politica energetica europea è stata al centro dell'incontro fra il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi e il commissario Ue all'Energia e al Clima Miguel Arias Cañete. In una nota il Mise ha spiegato che si è «discussa la situazione degli approvvigionamenti di gas europei, anche alla luce dei recenti annunci di nuovi progetti di importazione di gas dalla Russia (il gasdotto Turkish stream e il raddoppio di Nord stream, ndr). E' stata rilevata la forte importanza di uno sviluppo dell'uso del Gas naturale liquefatto (Gnl) nell'ambito del rafforzamento del mercato unico dell'energia. Anche su questa tematica il Commissario ha annunciato la pubblicazione di un documento per una strategia europea sul Gnl». Per quanto riguarda l'Italia, a parte gli annunci del premier Matteo Renzi, il dicastero guidato da Guidi avrebbe dovuto presentare il «piano strategico nazionale» sul Gnl entro inizio anno, ma solo oggi è stato pubblicato sul sito del Mise il documento di consultazione per una strategia nazionale sul Gnl.

GNL DA CROAZIA E SPAGNA - Sull'altra sponda dell'Adriatico invece, la Croazia ha fatto sapere che a metà 2016 partiranno i lavori per la realizzazione di un rigassificatore di Gnl sull'isola di Krk. Stando ai media di Zagabria, il progetto del rigassificatore ha conosciuto una forte accelerazione in questi ultimi mesi, dopo che Stati uniti ed Unione europea hanno fatto pressioni sulle autorità croate perché portasse avanti l'iniziativa, in chiave anti russa. Il Gnl poi potrebbe arrivare in Europa anche dalla Spagna, Paese dotato di un gran numero di rigassificatori, come ha fatto notare nelle settimane scorse l'amministratore delegato dell'Eni, Claudio Descalzi.

IL GASDOTTO MIDCAT - Il Gnl trasformato in metano dovrebbe quindi essere distribuito nel Vecchio continente grazie a un nuovo gasdotto, il MidCat che Madrid, di concerto con Lisbona e Parigi vuole realizzare attraverso i Pirenei. Secondo il Financial Times i tre paesi sigleranno un'intesa sull'opera la prossima settimana, con l'obiettivo di poter rimpiazzare sul mercato europeo metà del gas che la Russia esporta attraverso l'Ucraina con gas dall'Algeria e dai rigassificatori spagnoli. Secondo l'amministratore delegato di Snam, Carlo Malacarne, si tratta di un progetto «positivo» per il mercato europeo, che può essere «completato in quattro anni», giusto in tempo prima che Mosca chiuda il rubinetto ucraino.