12 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Un nuovo accordo tra Russia e Grecia sul gas

Il gasdotto russo che salverà la Grecia

Atene potrebbe ricevere da Mosca un sostanzioso aiuto economico come anticipo sui profitti futuri legati al nuovo Turkish Stream che dovrebbe portare il gas russo in Europa passando per Grecia e Turchia

ATENE - Per il momento non ci sono conferme ufficiali, ma già martedì prossimo la Grecia potrebbe ricevere dalla Russia ben 5 miliardi di euro. Il motivo? Secondo quanto riportato qualche giorno fa dallo Spiegel, Atene sarebbe pronta a firmare un accordo con Mosca sul gas: il piano per la realizzazione del cosiddetto «Turkish Stream» dovrebbe portare il gas russo in Europa passando per Grecia e Turchia. Stando alle prime indiscrezioni riportate dalla Reuters, Atene potrebbe ricevere un anticipo dalla Russia sui profitti futuri che le deriveranno dal gasdotto e rimborsarli a Mosca dopo il 2019, quando si ritiene che il gasdotto sarà già operativo. Atene spera anche di generare un circolo virtuoso, in primis creare 20mila nuovi posti di lavoro e ottenere un significativo calo dei prezzi del gas nel Paese. Inoltre, la cooperazione tra Grecia e Russia in materia di energia potrebbe essere estesa anche al settore petrolifero: Tsipras e i suoi vedono nelle aziende russe dei validi alleati per i progetti di perforazione nel mare Ionio, al largo della costa sud-orientale di Creta.

«NESSUN AIUTO FINANZIARIO» - Il Cremlino, attraverso le parole del portavoce del presidente Dmitry Peskov, si è affrettato a smentire di aver offerto aiuto finanziario alla Grecia, ma ha definito «naturale» una «cooperazione energetica» di cui Putin e Tsipras hanno ampiamente discusso durante il loro incontro a Mosca la scorsa settimana: «Non abbiamo promesso un aiuto finanziario perché nessuno ce l'ha chiesto» ha detto Peskov. Il presidente Putin aveva già presentato il progetto nel corso di una visita ad Ankara nel 2014: il gasdotto dovrebbe raggiungere la Grecia dalla Turchia e attraversare il Paese per circa 450 km prima di arrivare in Macedonia. Alcuni analisti pensano che non sia realistico e che potrebbe fare la stessa fine di «South Stream», che avrebbe dovuto portare il gas dalla Russia attraverso il fondo del Mar Nero in Bulgaria, progetto abbandonato alla fine dello scorso anno dopo le controversie tra Russia e Ue.

UNA POLITICA ENERGETICA «SENZA PREGIUDIZI» - La Grecia ha un disperato bisogno di liquidità perché è sull'orlo della bancarotta. Se non ci sarà alcun compromesso con i donatori internazionali, il governo dovrà prendere una decisione in fretta: utilizzare il debito o pagare gli stipendi e le pensioni? Secondo le informazioni ottenute dallo Spiegel, quasi tutti i pagamenti del settore pubblico sono già congelati, dai salari dei dipendenti pubblici ai pagamenti ai fornitori dell'esercito. Ma Syriza vuole una politica energetica "senza pregiudizi». Il ministro dell'Energia Lafazanis ha detto chiaramente che Atene persegue una politica energetica indipendente e aperta, «da costruire senza pregiudizi e senza muri che isolano alcuni Paesi», ma ha precisato che Mosca è fondamentale per l'approvvigionamento energetico dell'Europa. «Molti dei cosiddetti partner e certamente alcuni del FMI vogliono denigrare e umiliare il nostro governo», ha aggiunto Lafazanis. «Non ci sarà nessuna privatizzazione nel Paese, in particolare nei settori strategici dell'economia». Lo stesso Putin ha sottolineato che «per il solo fatto che la Grecia è indebitata fino al collo non dobbiamo pensare che sia legata mani e piedi e non possa avere una politica estera indipendente». Il 7 aprile il Ministro degli Esteri Kotzias ha discusso il nuovo progetto a Budapest con i suoi omologhi di Ungheria, Serbia e Macedonia e tutti erano concordi sulla necessità di creare un'alternativa economicamente valida per l'invio di gas naturale dai loro membri nei paesi dell'Europa centrale e orientale.

TUTTI I VANTAGGI PER LO ZAR VLADIMIR - È ovvio che Tsipras userebbe il denaro di Putin per guadagnare tempo rispetto alla questione del debito, in un momento ancor più delicato in cui la BCE, nonostante la smentita ufficiale di Draghi, secondo alcuni sarebbe addirittura arrivata ad ipotizzare per la Grecia una valuta parallela. Cosa ci guadagnerebbe invece il leader russo? Prima di tutto una nuova, essenziale, via di passaggio per far arrivare il gas russo nel cuore dell'Europa, conservando il suo dominio sul mercato europeo dell’energia e togliendo all’Ucraina ogni voce in capitolo. Affossato il progetto «South Stream» grazie alle insistenti pressioni di Bruxelles sulla Bulgaria, i russi troverebbero così il modo per estendere il gasdotto «Blue Stream» dritto fino all'Austria. Secondo vantaggio per Putin, si rafforzerebbe la sua immagine di salvatore di chi va contro l'Europa (in Grecia è già ben voluto) e porterebbe Atene nella sfera di influenza russa, così che in futuro un qualsiasi tentativo europeo di imporre nuove sanzioni a Mosca fallirebbe clamorosamente proprio a causa del veto greco.