20 ottobre 2019
Aggiornato 19:00
Enogastronomia italiana

La «prima» degli chef al MIPAAF

Il Ministro Martina ne convoca 25 per parlare del futuro dell'enogastronomia italiana. All'incontro, coordinato da Paolo Marchi, curatore di Identità Golose, hanno partecipato chef italiani pluristellati e pluripremiati.

ROMA - «E' la prima volta che chiamiamo a raccolta il meglio delle professionalità e delle esperienze dell'enogastronomia italiana. Questo è un percorso di lavoro che inizia nell'anno dell'Expo e che può fare una grande differenza per l'Italia, nella convinzione che attorno all'enogastronomia italiana si può costruire un pezzo del futuro del paese».

Così il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, al termine della riunione convocata presso il Mipaaf che ha visto protagonisti, oltre al Ministero, anche 25 tra i più importanti chef italiani allo scopo di lavorare, tutti insieme, «per mettere a fuoco alcuni punti cruciali per pasare dalle enormi potenzialità individuali a un progetto collettivo per l'enogastronomia italiana», che può e deve diventare la punta di diamante dell'Italia all'estero. E' la prima volta che al ministero delle Politiche Agricole si apre un tavolo così organico e ampio per discutere dei problemi e della possibile valorizzazione della cucina italiana nel mondo. «Un piccolo miracolo si è compiuto - dirà poi Carlo Cracco - un ministro si è reso disponibile a parlare con noi. Da qui usciranno idee e proposte su cui coinvolgere tutto il mondo dell'agroalimentare italiano».

All'incontro, coordinato da Paolo Marchi, curatore di Identità Golose, hanno partecipato chef italiani pluristellati e pluripremiati: Massimo Bottura, Carlo Cracco, Franco Pepe, Antonia Klugmann, Pietro Zito, Claudio Liu, Marco Reitano, Ugo Alciati, Davide Scabin, Cesare Battisti, Moreno Cedroni, Pietro Leemann, Chicco Cerea, Raffaele Alajmo, Antonio Santini, Norbert Niederkofler, Niko Romito, Gennaro Esposito, Corrado Assenza, Pino Cuttaia, Cristina Bowerman, Simone Padoan, Gianfranco Vissani, Antonello Colonna, Fulvio Pierangelini. E, per prevenire polemiche sulla scelta di questi 25 chef «tra i più importanti tra gli chef italiani» e non altri (brilla per assenza il nome di Gualtiero Marchesi), il ministro spiega subito che si tratta di una «rapprensentanza» di cuochi con i quali «si inizia un percorso» per risolvere problemi comuni a tutta la categoria.

Tra i punti cardine per una vera e propria «crescita» del sistema quello della formazione dei giovani, perché «serve un grande salto di qualità anche da un punto di vista formativo», ma anche quello della tutela dei prodotti made in Italy sia in Italia sia soprattutto all'esteo e quello della sburocratizzazione, punto dolente nel rapporto con la P.A..

Il prossimo appuntamento è già fissato per luglio, ad Expo 2015, nel primo forum della Cucina italiana, quando il Governo sarà «rappresentato anche da altri ministri oltre che dalle Politiche agricole - ha garantito Martina -, che hanno già dato la loro disponibilità a lavorare con noi a questo dossier». Le intenzioni del ministro, ma anche degli chef presenti all'incontro, guardano ampiamente oltre i sei mesi di Expo 2015, guardano «a quella che dovrebbe essere la vera eredità di Expo, che ha a che vedere con quanto di buono riusciremo a lasciare al paese».

Carlo Cracco sintetizza bene lo scopo del percorso intrapreso oggi: «Il mestiere del cuoco non è un mestiere recente, ma bisogna farlo crescere e fare crescere non solo i cuochi ma il sistema intero della ristorazione. In questo, anche la politica deve fare la sua parte, perché servono politiche alimentari diversa, un maggiore coinvolgimento di tutti gli attori presenti sulla scena e la consapevolezza che siamo tutti bravi, bravissimi, ma anche tutti divisi e che è l'unione che fa la forza». Per Cracco l'Expo «è una opportunità che va colta e costruita non solo dal primo maggio e per sei mesi, ma in modo che duri ben oltre della durata stessa di Expo».

Cristina Bowerman, unica donna nel board insieme ad Antonia Klugmann, spiega: «Ci conforta l'idea che un ministro e quindi il Governo abbia voluto prendere in considerazione il nostro punto di vista e i nostri dubbi. Noi che abbiamo partecipato a questo incontro siamo i rappresentanti di tutta la categoria, perché i problemi sono gli stessi, da Licata a Milano. E il Governo si è impegnato a fare il possibile per risolverli». Appuntamento quindi a luglio, a Expo 2015.