23 gennaio 2022
Aggiornato 17:00
Finalmente l'inversione di tendenza

Renzi: «L'Italia riparte»

I dati pubblicati oggi dall'Istat rivelano risultati positivi sul fronte dell'occupazione. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni cala dello 0,9% rispetto ad agosto e del 2,1% su base annua. Il tasso d'inattività, pari al 35,9%, scende di 0,3 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,7 punti nei dodici mesi. Il premier commenta: «L'Italia riparte solo con il lavoro».

ROMA - I dati pubblicati oggi dall'Istat rivelano risultati positivi sul fronte dell'occupazione nel mese di settembre. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni cala dello 0,9% rispetto ad agosto e del 2,1% su base annua. Il tasso d'inattività, pari al 35,9%, scende di 0,3 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,7 punti nei dodici mesi.

RENZI: #ITALIARIPARTE - Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, commenta il dato positivo e ascrive su Twitter: «Aumentano i posti di lavoro: più 82mila sul mese scorso, più 150mila da aprile. Solo con il lavoro #italiariparte». Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, alla domanda su un commento ai dati Istat sulla disoccupazione, ha affermato secco: «L'occupazione è aumentata»

IL COMMENTO DI CONFCOMMERCIO - Il dato sull'occupazione di settembre, che fa segnare una crescita congiunturale «rilevante» (+82mila unità) e rappresenta, dopo quasi due anni e mezzo, il primo incremento tendenziale (+130mila lavoratori rispetto a settembre 2013) rafforza «la tendenza al miglioramento nel mercato del lavoro che si osserva da diversi mesi, in parallelo all'entrata in vigore del Decreto Poletti che ha contribuito a semplificare i contratti a termine e l'Apprendistato». E' il commento di Confcommercio ai dati Istat.

IL QUADRO RESTA NEGATIVO - Il dato sulla disoccupazione «in aumento di 48mila unità rispetto ad agosto e 58mila su base annua, va letto come migrazione di potenziali lavoratori dall'area dell'inattività e dello scoraggiamento all'area della ricerca attiva di occupazione». E' comunque «evidente - continua Confcommercio - che questi primi incoraggianti segnali, che necessitano di ulteriori conferme, sono però insufficienti a mitigare la gravità del quadro relativo al mercato del lavoro, in considerazione del fatto che negli ultimi sei anni si è perso oltre un milione di posti di lavoro ed i disoccupati sono aumentati di oltre 1,5 milioni di unità. Pertanto restano urgenti misure di semplificazione sul lavoro e di riduzione dei costi che possano consolidare una progressiva ripresa dell'occupazione».