26 ottobre 2021
Aggiornato 20:30
Gli imprenditori under 30 e la «politica del fare»

Giovani industriali: «Amici, non portate i soldi all'estero»

A Napoli è in corso il tradizionale meeting dei Giovani di Confindustria. Nel suo discorso di apertura, Marco Gay, presidente dell'associazione, parla agli imprenditori under 30 e ammonisce la politica: «Il Paese è da cambiare e ha disperatamente bisogno della politica del fare».

NAPOLI - Nella relazione al tradizionale meeting degli under 40 dell'associazione dei Giovani di Confindustria, il presidente, Marco Gay, lancia un appello: l'Italia è un «Paese da cambiare» e da «ricostruire». E, aggiunge Gay, ha «disperatamente bisogno che alle parole seguano i fatti». Il Presidente  ha offerto quindi la «disponibilità» delle imprese «a lavorare insieme con le istituzioni per ricostruire l'Italia».

GAY: SEGUIAMO LA POLITICA DEL FARE - Il leader dei giovani imprenditori ha affermato, inoltre, che «se spostiamo lo sguardo dallo specchietto retrovisore c'è una lunga via da percorrere. Tutto è complesso, ma niente è impossibile. Dalle nostre aziende, da quelle nostre barricate, l'unico modo che ci pare possibile è quello di fare. Tentare, magari sbagliando e ricominciando da capo, ma fare».

SERVONO PROPOSTE AMBIZIOSE PER CAMBIARE - Marco Gay ha inoltre evidenziato l'importanza della buona politica nell'universo complesso dell'impresa, e afferma: «Chi fa impresa crede nella buona politica, vuole crederci e non potrebbe fare altrimenti, visto che l'Italia è la nostra più grande scommessa. Per vincere questa scommessa abbiamo voglia di fare e di creare, non richieste né lamentele, ma proposte e soluzioni, sicuramente ambiziose. Per questo, quello di oggi non è l'ennesimo convegno, quanto piuttosto l'ennesimo segnale che vogliamo lanciare al Paese».

L'IMPRESA È OPPORTUNITÀ - Dopo tante battaglie economiche «stiamo vincendo anche una battaglia culturale - prosegue il leader dei giovani - quella di far percepire l'impresa non come il nemico, ma come una opportunità, abbattendo la distanza tra scuola e impresa, tra sapere e saper fare. Siamo quelli che hanno valori: il sacrificio e l'onestà, la concretezza e la fiducia. E su questi valori, con caparbietà, vogliamo costruire e in molti casi ricostruire il nostro Paese e il suo posto nel mondo. Siamo quelli che si sono stancati di ascoltare per decenni uomini politici che, parlando di crescita e investimenti, di cosa devono fare o non fare le imprese, 'muoiono su barricate sulle quali non sono mai stati' - ha aggiunto Gay citando l'ex presidente francese Francois Mitterrand - quelle barricate sono le aziende. E non si impara a conoscerle solo per sentito dire, bisogna entrarci dentro».

ITALIA È QUALITÀ, QUALITÀ È ITALIA - Continua il suo intervento, il leader dei giovani imprenditori di Confindustria, affermando che le imprese sono quelle che «mandano avanti l'Italia» e che «stanno sulle barricate ogni giorno» con «capacità, competenze e convinzione» per portare il made in Italy nel mondo, che «se fosse un marchio» sarebbe «il terzo al mondo». E prosegue il discorso, Marco Gay ponendo l'attenzione sul concetto di qualità, caratteristica primaria del Made in Italy«La qualità è la nostra unicità la sola cosa che nessuno può contraffare. La qualità è l'Italia e l'Italia è la qualità. Vogliamo essere concreti, parlare di economia reale, perché sappiamo che è l'unica economia che crea sviluppo. Se lo facciamo bene, c'è un Paese che cambia».