25 settembre 2020
Aggiornato 09:00
Il M5s attacca la BCE

Botta e risposta Grillo-Draghi

Il 4 novembre prossimo la BCE assumerà il ruolo di autorità di vigilanza centrale su 120 grandi banche attive in Europa e sarà «il maggior passo in avanti verso l'integrazione fin dal lancio dell'euro», ha affermato il presidente Mario Draghi durante una audizione al parlamento europeo. Ma Grillo incalza: «Ci state ricattando».

ROMA - Dopo il flop dell'operazione dei Tltro, sul presidente della Bce, Mario Draghi, piovono critiche. Ad incalzarlo in modo particolare è il leader del M5s, che lo accusa di non fare gli interessi della popolazione italiana, ma piuttosto quelli dei suoi amici di Wall Street. Nel frattempo, il 4 novembre prossimo la Bce assumerà il ruolo di autorità di vigilanza centrale su 120 grandi banche attive in Europa e sarà «il maggior passo in avanti verso l'integrazione fin dal lancio dell'euro», ha affermato il presidente Mario Draghi durante una audizione al parlamento europeo. "Ci siamo preparati bene - ha detto - ma sappiamo anche che questo comporterà per noi ulteriori responsabilità».

NESSUN RISCHIO BOLLE FINANZIARIE - Alla Banca centrale europea «siamo molto attenti» ai rischi finanziari che si potrebbero creare con il protrarsi di una politica monetaria accomodante. Tuttavia «nell'area euro non vediamo l'inizio di bolle - ha proseguito il presidente Mario Draghi durante una audizione al Parlamento europeo - non vediamo particolari segni di eccesso». Quindi, sembrerebbe non sia da temere l'imminente esplosione di bolle finanziarie.

GRILLO: DRAGHI CI MINACCIA - Di fronte alle mosse della Bce c'è però anche chi non resta a guardare. «Draghi e la Bce ricompensano il crack finanziario azzerando le tutele a lavoratori e cittadini», così Beppe Grillo in un'intervista che andrà in onda stasera a Piazzapulita, dalle 21.10 su La7. «Nel 2008 c'è stato un crack con i subprime e i derivati. Ora sta tornando tutto come prima, non è cambiato nulla», ha proseguito il leader del M5S, aggiungendo: «Per loro la Sanità è un costo, la pensione è un costo, la scuola è un costo. Il ricatto sull'articolo 18 è della Bce, conclude Grillo. «Noi siamo sotto scacco di questa gente qua. Che sia giusto o sbagliato non sta a me dirlo, ma io non accetto nessun tipo di ricatto da una banca centrale».

LA REPLICA DI DRAGHI: STO LAVORANDO PER VOI - La Banca centrale europea resta pronta ad avvalersi di altri strumenti straordinari, ed è anche pronta a «variare la mole degli strumenti» non convenzionali se fosse necessario a scongiurare i rischi di un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato. Lo ha affermato il presidente della Bce, Mario Draghi, durante una audizione al Parlamento europeo. «Quando decido misure di politica monetaria non lo faccio pensando a amici a Londra o a Wall Street, ma ai problemi dell'area euro, ai livelli di inflazione e in particolare all'elevata disoccupazione», così il presidente della Bce Mario Draghi si è difeso, rispondendo ad alcune domande polemiche poste da un parlamentare europeo del Movimento Cinque Stelle, Marco Valli, durante una audizione al Parlamento UE.