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Netanyhau ha formato l'esecutivo

Dopo l'annuncio di ieri sera, arrivato a solo due ore dalla scadenza del mandato di Benjamin Netanyahu per dare vita a un esecutivo, questa mattina i partiti israeliani Likud e Focolare ebraico hanno firmato l'accordo per dare vita a un governo di coalizione che potrà contare su 61 dei 120 deputati della Knesset.

Netanyhau dovrà «ammorbidirsi» e interloquire con USA e UE

Silvia Colombo, ricercatrice dell'Istituto Affari Internazionali, spiega ai lettori del DiariodelWeb come interpretare la quarta elezione di Netanyhau. Una vittoria della retorica basata sui temi della sicurezza e della lotta al terrorismo. Ma il premier, per non rischiare l'isolamento rispetto a Usa e Ue, dovrà forse tentare un'apertura sulla questione palestinese e i rapporti con l'Iran.

Israele alle urne: i principali candidati

A due giorni dalle elezioni anticipate in Israele, i sondaggi sembrano concordare: sarà un testa a testa tra il Likud di Benjamin Netanyahu e l'Unione sionista di centro-sinistra, entrambi proiettati verso la conquista di 22-24 seggi sui 120 che compongono la Knesset.

Netanyahu verso la riconferma

Se il risultato lascia poca «suspense», al termine di una campagna elettorale che passerà alla storia come «la più noiosa» che gli israeliani ricordino, l'ampiezza della vittoria del primo ministro uscente e capo del Likud è incerta di fronte a un'opposizione senza leader e caratterizzata da faide interne

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