14 novembre 2019
Aggiornato 08:00

Vettel: «Speriamo di azzeccare tutto». Leclerc: «Hamilton più forte sul passo gara»

Un secondo e un quarto tempo per il ferrarista ad Austin: «Dobbiamo lavorare sulla configurazione gara». Hamilton: «Oggi mi è venuto il mal di testa»

Il pilota della Ferrari, Sebastian Vettel
Il pilota della Ferrari, Sebastian Vettel ANSA

AUSTIN - Un secondo e un quarto tempo. Così è stato il venerdì di libere per Sebastian Vettel al COTA. Il tedesco della Ferrari ha chiuso le FP2 a tre decimi dal compagno di squadra Charles Leclerc, lasciandosi alle spalle la Mercedes di Valtteri Bottas e la Red Bull di Alexander Albon. «Abbiamo cominciato bene, la macchina ha dato buone sensazioni e sul giro secco dovremmo essere lì - ha detto a Sky - Sulla configurazione gara, invece, dobbiamo ancora lavorare. Ho faticato nel long run, quando ho montato le gomme dure nuove non ha avuto quel feeling in più che mi aspettavo. Lavoreremo per migliorare la macchina e per individuare la strategia migliore, speriamo di azzeccare tutto».

Leclerc: «Hamilton più forte sul passo gara»

«Penso che la giornata sia stata un buon inizio di fine settimana. Per fare un bilancio, la prima sessione è stata ok, meno invece le seconde libere». Queste le prime parole con cui Charles Leclerc ha spiegato a Sky il suo venerdì di libere ad Austin. il monegasco della Ferrari, che ha chiuso le FP2 con il secondo miglior tempo, ha aggiunto: «Dobbiamo lavorare per sabato, ma sul passo gara la Mercedes è più forte, soprattutto Hamilton. Dobbiamo cercare di migliorare il long run, mentre sulla qualifica siamo competitivi. Abbiamo avuto problemi con le gomme soft, per me soprattutto al posteriore. Vanno fatti gli step giusti soprattutto per domenica».

Hamilton: «Oggi mi è venuto il mal di testa»

A un passo dal sesto titolo in carriera, Lewis Hamilton ha subito messo in chiaro le cose nel venerdì di Austin, chiudendo le FP2 con il miglior tempo e un passo gara impressionante. Il britannico della Mercedes ha parlato così delle condizioni del tracciato al COTA: «Dopo la prima sessione, non stavo per niente bene. Questo è il tracciato con più dossi sul quale io abbia mai corso. I dossi non sono qualcosa cattivo in assoluto, perché aggiungono carattere. E io non sono per niente un fan delle piste completamente lisce, ma qui di dossi ce ne sono troppi e il problema è che non hai chissà quali sospensioni, hai il fondoschiena praticamente attaccato al suolo e la spina dorsale che si comprime. Davvero terribile, mi è venuto un gran mal di testa e mi sono dovuto sdraiare a fine sessione».